“Oggi è finalmente terminato in commissione Cultura alla Camera l’iter della proposta di legge riguardante l’accesso all’informazione scientifica. Sono molto soddisfatto perché il punto finale è arrivato con l’approvazione di un mio emendamento relativo al finanziamento dell’infrastruttura nazionale per la realizzazione dell’Open Access”. Lo dichiara ad AgCult Paolo Lattanzio (M5S), relatore della pdl sull’accesso all’informazione scientifica il cui primo firmatario è Luigi Gallo, anche lui deputato pentastellato e presidente della VII commissione. Adesso il provvedimento dovrà ricevere il parere favorevole di altre commissioni parlamentari ma, l’auspicio di Lattanzio, è “che possa arrivare in Aula già entro questo mese di gennaio”.

L’emendamento finale approvato stanzia i fondi destinati alla creazione di una rete che metta insieme gli archivi in accesso aperto. Per il 2019 la spesa autorizzata è di un milione di euro, a partire dal 2020, invece, verrà stanziata annualmente una somma pari a 200 mila euro. “Con questi soldi –spiega Lattanzio – investiamo nell’università e mettiamo a disposizione di enti, ricercatori e di tutti i cittadini articoli, pubblicazioni scientifiche, opere e monografie che vengono prodotte all’interno di ricerche che abbiano almeno il 50 per cento di fondi statali”.

Commenta Lattanzio: “Mi preme sottolineare che si tratta di una proposta di legge che è una bandiera del M5S perché rende possibile a tutti i cittadini quel diritto fondamentale che è l’accesso all’informazione scientifica”. Ora, infatti, in un “Paese come il nostro che ha dei picchi altissimi di analfabetismo, tutte le più innovative e avanzate ricerche diventano fruibili. Questo è importante sia per gli atenei pubblici di piccole dimensioni, sia per tutti coloro i quali non avrebbero fondi per accedere ai costosissimi abbonamenti messi in vendita dalle grandi case editrici che pubblicano riviste scientifiche”.

Nei mesi scorsi era scoppiata una polemica tra maggioranza e opposizione relativa a un presunto controllo centrale sulla Rai e sulla scienza contenuta nella proposta di legge. “Non c’è mai stato questo rischio –ribadisce Lattanzio -. Anzi Pd e FI hanno accolto un emendamento, da me riformulato, che contempla una forma di confronto tra Rai e Mise al fine di promuovere e divulgare la cultura scientifica. Non si tratta di mettere bocca sullo stile comunicativo e sul contenuto della scienza, bensì di andare a spingere e valorizzare tutti quei contenuti scientifici che vengono realizzati coi soldi pubblici”. In tempi brevi, aggiunge Lattanzio, “avremo degli incontri con la Rai perché all’interno del testo di legge si parla delle innovazioni apportate dal 4K e 8K, cioè la tv ad altissima definizione, che vanno incontro a due temi che alla VII commissione stanno a cuore perché permettono di rendere al meglio le immagini scientifiche e culturali”.

Leggi anche:

Cultura, Lattanzio (M5S): Legge su open access non controlla né Rai né scienza

 

Articoli correlati