Cd Dvd copia privata Mibac“Il nostro auspicio è che l’intero iter possa concludersi entro il prossimo mese di gennaio”. Il sottosegretario ai Beni culturali, Gianluca Vacca, è intervenuto in Commissione Cultura della Camera per rispondere a un’interrogazione della capogruppo del Movimento 5 Stelle Alessandra Carbonaro che chiedeva informazioni sulla riscrittura dell’articolo 4 dell’allegato tecnico al Decreto ministeriale 30 dicembre 2009 relativo al nuovo sistema di esenzioni e rimborsi rispetto ai compensi per copia privata dovuti da produttori e importatori in Italia di supporti vergini, apparecchi di registrazione e memorie. Secondo Carbonaro, la normativa precedente “da un lato ledeva i principi di certezza del diritto e, dall’altro, non permetteva la parità di trattamento”.

CARBONARO – “Come emerso dalle pronunce del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia europea – commenta la Carbonaro -, la normativa nazionale viola il principio di parità di trattamento, che costituisce principio generale del diritto dell’Unione europea, tra produttori e importatori assoggettati al prelievo per copia privata, poiché la normativa nazionale si limita a imporre alla Siae l’obbligo di “promuovere” la conclusione di protocolli esentativi. Questo viola anche il principio di certezza del diritto, peraltro non garantendo una efficace procedura di rimborso effettiva per i soggetti produttori importatori e distributori di apparecchi e supporti destinati a uso professionale. Per questo già da tempo si rendeva necessario l’intervento del ministero, che dopo anni di attesa, è arrivato grazie all’impegno del ministro Bonisoli e al sottosegretario Vacca” conclude Carbonaro.

LA RISPOSTA DI VACCA – Vacca, nella sua risposta, ha ricordato come in questi mesi “un’apposita commissione, istituita all’interno del Comitato consultivo permanente per il diritto autore, ha svolto studi per analizzare, da un lato, sia i sistemi di esenzioni ex ante sia i rimborsi ex post in vigore negli stati membri che hanno recepito l’eccezione per copia privata e, dall’altro, per verificare l’assetto delle esenzioni soggettive e oggettive fino ad ora attuate”.

La stessa Commissione ha quindi formulato uno schema di provvedimento che è stato presentato il 12 dicembre 2018 al Comitato consultivo permanente per il diritto autore e che sarà presentato nell’ambito di un audit il 22 gennaio 2019 (alla presenza del sottosegretario Vacca) alle associazioni maggiormente rappresentative dei produttori e importatori di apparecchi e supporti potenzialmente idonei alla effettuazione di copia private perché possano esprimere le proprie valutazioni sul testo (leggi).

L’ITER

La riscrittura della norma si era resa necessaria dopo la sentenza del Consiglio di Stato dell’ottobre 2017 che, recependo le indicazioni della Corte di Giustizia, aveva annullato l’art. 4 dell’Allegato tecnico del decreto ministeriale 30 dicembre 2009 di determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi, contemplato anche nel successivo decreto 20 giugno 2014. La sentenza del Consiglio di Stato, rimettendo al Mibac il compito di disciplinare nuovamente la materia, ha disposto che la disciplina delle esenzioni ex ante e dei rimborsi al compenso per copia privata, rivolta a produttori e importatori di apparecchi e supporti per usi manifestamente estranei alla realizzazione di copie private ovvero per usi professionali, deve essere disciplinata mediante un decreto del ministro per i Beni culturali in modo da garantire “uniformità, equità e trasparenza nei criteri scelti”.

Nell’introdurre l’iter seguito dal ministero fino alla redazione delle nuove disposizioni, Vacca ha ricordato che “non tutti gli apparecchi e supporti potenzialmente idonei alla effettuazione di copia private sono oggetto di prelievo”.

La giurisprudenza comunitaria, infatti, ha avuto modo di chiarire che “gli apparecchi e i supporti utilizzati nell’ambito di un’attività professionale, o sui quali siano stati inibiti le funzionalità di registrazione copia, non devono essere soggetti a prelievo sin dalla loro immissione sul mercato. Lo stesso dicasi per quei soggetti come ad esempio la pubblica amministrazione che consentono l’utilizzo dei device unicamente per lo svolgimento di attività istituzionali, esulando quindi l’utilizzo da fini privati personali che connota l’istituto della copia privata”.

Ne discende che in ambito comunitario è stato ideato “un sistema di esenzioni di tipo sia oggettivo (se l’apparecchio supporto non è idoneo all’effettuazione di copie private o non viene utilizzato per questo scopo) che soggettivo (il soggetto a cui vengono ceduti gli apparecchi e supporti non consente che vengono utilizzati per fini privati degli utenti) che deve trovare attuazione pratica nel disposizione degli stati membri che si occupano di regolare gli aspetti dell’istituto della copia privata”.

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