“Recentemente si è concordato con alcuni dirigenti della Regione Campania di trasferire nei locali già restaurati della Caserma Tofano, nel comune di Nocera Inferiore, la collezione Fienga, appartenuta alla stessa famiglia proprietaria del castello e acquistata molti anni fa dalla Regione per evitarne la dispersione, ma da allora depositata presso il Museo di Paestum”. Lo ha detto il sottosegretario per i Beni culturali, Gianluca Vacca, rispondendo a un’interrogazione del deputato Luigi Casciello (FI) sui lavori di recupero e valorizzazione del complesso del castello del Parco Fienga, di epoca angioina, di Nocera Inferiore.

“Con i fondi che si sta cercando di far convergere sulla Caserma, si prevede di creare una sezione espositiva al piano terreno dell’immobile, nella quale rendere fruibili a rotazione i pezzi della collezione Fienga, nonché pezzi selezionati provenienti dai depositi archeologici”, ha sottolineato Vacca che si è anche soffermato sulla situazione di degrado del castello: “Un apposito sopralluogo del Responsabile dell’Ufficio Tecnico della Soprintendenza competente per territorio aveva riscontrato effettive condizione di fatiscenza di alcune delle strutture antiche, tanto che, nella Programmazione Triennale 2018-2020 la stessa Soprintendenza aveva inserito una richiesta di finanziamento di 100 mila euro mirata alla pulizia dell’area a ridosso della cinta muraria del castello da piante e arbusti infestanti, interventi di integrazione di parte delle murature distaccate, consolidamento di quelle in fase di distacco”. Purtroppo, ha spiegato il sottosegretario, “l’intervento non è rientrato nel novero di quelli che è stato possibile finanziare ed è stato pertanto riproposto nella recente programmazione triennale della legge n.190 del 2014, nella quale vi sono probabilmente maggiori disponibilità”.

Nel caso in futuro, ha concluso Vacca, “si rendessero disponibili finanziamenti per il definitivo recupero del castello Fienga, la stessa collezione potrebbe trovare una collocazione definitiva in tali spazi, ma il rientro nella città di Nocera della collezione e la sua parziale fruizione pubblica saranno comunque, e in tempi brevi, un risultato tangibile raggiunto dal Mibac e un volano virtuoso per la valorizzazione di quel territorio”.

CASCIELLO

“Il fatto che non si possa intervenire immediatamente per l’assenza di risorse, conferma tutti i limiti che noi sempre manifestiamo – ha dichiarato nella replica Casciello -. Sarebbe stato bene conservare le risorse con gli obiettivi già prefissati”. Il deputato FI ha inoltre ricordato come, nella recente risoluzione sulla valorizzazione dell’area culturale circostante il sito archeologico di Pompei, non è stato preso in considerazione “il rapporto esistente tra Pompei e la porta Sud, cioè l’agro Nocerino-Sarnese”. Un rapporto, ha concluso Casciello, “che è invece un obiettivo da perseguire, dal momento che la valorizzazione di beni come quelli di Nocera Inferiore è resa urgente dal fatto che ricade su aree spesso degradate e purtroppo non solo urbanisticamente”.

 

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