Mibac Fondazioni Cultura Faro MuseiTra “qualche settimana” il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli renderà noti i contenuti della riforma del Mibac cui sta lavorando da alcuni mesi. si tratterà del “superamento, la nuova fase di uno sviluppo organizzativo che è fisiologico in tutte le organizzazioni complesse come il ministero”. Al momento Bonisoli si sta concentrando “sugli snodi più importanti: il ruolo, il numero, l’articolazione delle soprintendenze e in base a questo prenderemo decisioni che espliciteremo tra qualche settimana”, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma. Rispondendo a una domanda dei corrispondenti esteri, Bonisoli ha spiegato che “parlando di archeologia, ci sono due petizioni, due parti che si stanno confrontando. Si denota una qualche forma di disagio e criticità e questo va affrontato”. Parlando alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato, “dissi che una volta definita la parte relativa al personale avremmo cominciato a mettere mano all’organizzazione del ministero. Ed è quello che stiamo facendo in questo momento”.

LA RIFORMA DEL MIBAC

Il ministro ha ricordato di aver, quindi, “costituito un gruppo ristretto di persone con cui stiamo facendo una valutazione dal punto di vista esterno e quasi disincantato, su come funziona il ministero”. Perché aspettare qualche settimana? “A differenza di quanto è stato fatto precedentemente – ha spiegato Bonisoli -, per avere una riforma efficace, questa riforma va discussa e, allo stesso tempo, va cercato il confronto con chi dovrà viverla all’interno dell’organizzazione. In questi mesi abbiamo incontrato tutti (tranne i segretari regionali) e abbiamo già un elenco di cose che non funzionano e che potrebbero essere messe a posto. Stiamo trovando una sintesi e questa sintesi sarà l’avanzamento, il superamento, la nuova fase di uno sviluppo organizzativo che è fisiologico in tutte le organizzazioni complesse come quella del ministero”.

IL PERSONALE

Per Bonisoli, appare “palese che ci siano delle criticità dell’attuale organizzazione del ministero”. Oltre all’organizzazione della ‘macchina’ su cui esistono “criticità”, esiste il problema legato “alla quantità e qualità del personale. Ci sono – secondo il ministro – alcuni ruoli che sono difficilmente riscontrabili: ad esempio il Ministero è storicamente in difetto per competenze che abbiano a che fare con l’amministrazione o con l’IT. Ma anche banalmente come numero di personale. Esistono diverse situazioni in giro per l’Italia dove non si riesce ad aprire in maniera completa un museo, una biblioteca, un giardino perché non c’è il numero sufficiente di personale. Questo è la ragione per cui in Manovra siamo stati molto attenti al discorso assunzionale”.

Leggi anche:

Mibac, Bonisoli: lo stato deve spendere soldi in cultura

Rispondi