Tempo di bilanci al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dopo un 2018 che ha visto un boom di presenze che non si registrava addirittura dal 2006. Nei dodici mesi passati, l’istituto guidato da Valentino Nizzo è stato visitato da 82.322 persone, con un incremento del 14,3 per cento rispetto al 2017. Ma il dato che impressiona maggiormente è che il Museo Etrusco non superava quota 82mila visite appunto dal lontano 2006. Nel mezzo, anche la crisi economica del 2008 e la conseguente contrazione dei consumi culturali che dura ancora oggi.

“Siamo particolarmente orgogliosi del piccolo/grande risultato conseguito nel 2018 dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: 82.322 visitatori. Non accadeva da anni, per esattezza da 12 anni! Dal 2006 anno in cui il Museo superò per l’ultima volta gli 82mila visitatori, grazie in particolare a un evento straordinario che nell’arco di pochi giorni portò nel museo alcune migliaia di persone, ovvero l’esposizione del gruppo dei cavalli alati di Tarquinia”, ricorda Nizzo ad AgCult.

SU STUDIO DEGLI ETRUSCHI HA PESATO LA RIFORMA MORATTI

“Dopo di allora mai risultati così alti. Effetto purtroppo da attribuire in parte alla Riforma Moratti del 2003 che, riorganizzando il programma scolastico delle scuole primarie, circoscriveva definitivamente lo studio degli Etruschi alle sole elementari. Da allora la contrazione degli studenti ha avuto un riflesso immediato anche nelle altre categorie di visitatori, contribuendo ad accrescere la distanza degli Etruschi dall’immaginario di cittadini e turisti”.

Con effetti, prosegue, “che negli anni seguenti sono stati ulteriormente accentuati dal progressivo decremento del consumo culturale determinato da quella crisi economica che, dopo le prime avvisaglie del 2006, si è andata progressivamente inasprendo a partire dal 2008 e dura ancora oggi”.

BENE ANCHE LE VENDITE AL BOOKSHOP E I “RITORNI”

I numeri ci riportano indietro al 2006 e segnano un incremento dei visitatori rispetto allo scorso anno superiore al 14 per cento, con risultati positivi a due cifre su tutti i principali indicatori (+17,1 gli ingressi gratuiti, +10,7 quelli a pagamento, con introiti dalla bigliettazione cresciuti oltre il 12% e proventi dalle vendite del bookshop cresciuti del 10%).

“Il dato per noi più importante, tuttavia, è quello relativo al numero dei ‘ritorni’ dei nostri abbonati che testimonia una media di 7 ‘rientri’ per ciascuno”, evidenzia Nizzo. “Sono percentuali, numeri e risultati molto incoraggianti, testimonianza della qualità di una offerta che cerchiamo di curare e migliorare quotidianamente, grazie alla forza e alla straordinaria professionalità di tutto il personale”.

MOLTI GLI INVESTIMENTI PER POTENZIARE LA STRUTTURA

“In questi mesi sono stati fatti molti investimenti per la manutenzione e il potenziamento della struttura (dispositivi antipiccioni nell’emiciclo rinascimentale affrescato, sistema di amplificazione interna, barriere sonore e impianto di registrazione video in corrispondenza delle opere più a rischio, sostituzione degli infissi a Villa Poniatowski, bonifica dell’area delle Concerie Riganti, razionalizzazione degli uffici e dei depositi ecc. ecc.), di quelli che non destano solitamente grande attenzione e visibilità ma sono il cuore pulsante di ogni museo”.

 

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