“Ho deciso di sottoscrivere anche io l’appello di Elisabetta e Vittorio Sgarbi contro questa oscenità”. Lo annuncia l’ex sottosegretario ai Beni culturali, e membro della commissione Cultura del Senato, Francesco Giro (FI), a proposito della petizione lanciata su change.org dal deputato Vittorio Sgarbi per fermare il progetto relativo al polo espositivo del Palazzo dei Diamanti.

LA PETIZIONE

Nelle scorse ore il critico d’arte ha promosso una raccolta firme spiegando che “a Ferrara, città del Rinascimento, patrimonio mondiale dell’Unesco, Palazzo dei Diamanti, il più importante edificio della Addizione erculea, sta per essere aggredito, nella sua perfezione, da un progetto di ‘ampliamento’ del costo di 3,5 milioni di euro su cui si è già espressa negativamente ‘Italia Nostra’”.

“L’intervento – spiega Sgarbi – soffoca il rapporto dell’edificio con lo spazio aperto della città. E assume lo stesso assurdo significato che avrebbe aggiungere un canto alla Divina Commedia o all’Orlando Furioso. La seguente raccolta di firme non è contro nessuno, ma per difendere l’integrità, minacciata da una visione utilitaristica, di un monumento che appartiene alla umanità. Ciò che vale per Dante e per Ariosto vale per Biagio Rossetti”.

Dal Pd a FI, ma anche ex ministri e personalità della cultura: chi ha firmato

Circa 1100 persone hanno già firmato l’appello lanciato da Sgarbi: artisti, scrittori, archeologi, ma anche diversi esponenti politici ed ex ministri, dal Partito democratico a Forza Italia. Solo per citarne alcuni, hanno firmato l’ex ministro Massimo Bray, l’archeologo Andrea Carandini, Massimo D’Alema, Philippe Daverio, Mario De Simoni (Scuderie del Quirinale), Amos Gitai, Maria Stella Gelmini (FI), Luca Lotti (Pd), Gennaro Migliore (Pd), Giorgio Mulè (FI), Patrizia Prestipino (Pd), Dario Nardella, Massimo Osanna, Moni Ovadia e Riccardo Muti.

Giro: quel padiglione non si farà

“Quel padiglione orribile sull’area retrostante di Palazzo dei Diamanti di Ferrara non si farà. E non si farà perché oggi apprendiamo della sua palese inutilità perfino dalla lettera al Corriere della Sera del Sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, che ne sostiene la realizzazione”, spiega Giro.

“Il Sindaco accampa due motivi per costruire il padiglione: collegare le due ali del palazzo e restituire decoro ai giardini. Troppo poco per giustificare l’opera. Il collegamento ora garantito da una passerella aperta non è un motivo sufficiente per tirare su quel mostro, e per salvare i giardini retrostanti basta chiamare un paio di giardinieri. Dopo aver letto questa lettera, anche in qualità di ex Sottosegretario ai Beni Culturali, ho deciso di sottoscrivere anche io l’appello di Elisabetta e Vittorio Sgarbi contro questa oscenità. Il ministro Bonisoli invece ponga fine a questa vicenda firmando, non solo un appello, ma avallando il suo diniego all’opera attraverso la preposta soprintendenza”.

La replica di Tagliani

In una lettera inviata al Corriere della Sera, il primo cittadino di Ferrara respinge le accuse e spiega: “Il monumento è tutelato e difeso e non v’è alcun ampliamento che lo riguardi, ma un progetto di restauro degli spazi esistenti e l’inserimento di un padiglione reversibile nel giardino retrostante, distante dal corpo storico”.

“Il progetto vincitore — giudicato positivamente per la sua capacità di integrarsi in modo consapevole e organico nella logica compositiva del sito originario — è stato presentato pubblicamente alla città già nel novembre 2017. Poiché mi risulta che molti dei sottoscrittori non abbiano avuto alcuna informativa da parte dei promotori la petizione, ci rendiamo disponibili a un confronto sul merito dell’intervento”, ha concluso Tagliani.

 

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