La settimana della Cultura in Parlamento è caratterizzata dall’esame in Senato degli accordi di cooperazione con Bielorussia e Corea del Sud e dalle nuove audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul Fus. In commissione Cultura della Camera verrà invece discussa la risoluzione su “Iniziative per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”.

MARTEDI’

Alle 14, in sede consultiva, la commissione Cultura darà il proprio parere alla commissione Esteri sul ddl n.677 (ratifica dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Bielorussia) e sul ddl n.678 (ratifica ed esecuzione dell’Accordo di cooperazione culturale, scientifica e tecnologica tra Italia e Corea del Sud).

MERCOLEDI’

In VII commissione di Montecitorio viene discussa la risoluzione presentata da Paola Frassinetti (Fdi) “Iniziative per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe”.

La risoluzione, in particolare, impegna il governo a “incrementare le iniziative nelle scuole”, “ad adottare iniziative per garantire che siano i testimoni di quelle vicende o gli appartenenti ad associazioni di esuli istriano-giuliano-dalmati ad incontrare gli studenti, al fine di trasmettere e conservare la memoria della storia e della tragedia dei confini orientali”, infine a “promuovere, in occasione del ‘Giorno del ricordo’, per gli studenti delle scuole superiori, la visione del film ‘Red Land-Rosso Istria’ che racconta la storia di Norma Cossetto, torturata e infoibata dalle bande titine”.

GIOVEDI’

Alle 14, la commissione Cultura prosegue l’indagine conoscitiva in materia di Fondo unico per lo spettacolo (Fus) con l’audizione dell’Associazione nazionale arti performative (ANAP). Alle 14,45 sarà il turno dell’Associazione nazionale delle bande italiane musicali autonome (ANBIMA) e, a seguire, dei rappresentanti di sei festival italiani.

La scorsa settimana in 7a commissione si era svolta l’audizione del Movimento per lo spettacolo dal vivo che aveva rivendicato “maggiore democrazia ed equità” nei contributi Fus, perché l’attuale sistema “favorisce i potentati intoccabili”. Il Movimento per lo spettacolo dal vivo aveva anche sottolineato “i danni creati dal precedente governo con le commissioni consultive che hanno un potere spropositato” e aveva elogiato il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, “per aver percepito le enormi criticità contenute nel dm del 27 luglio 2017”.

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