La ricostruzione dopo il terremoto non può prescindere dall’arte e dalla cultura. Perché la cultura e l’arte sono sempre eccezionali strumenti di sviluppo per i territori. Lo scrive su Facebook il sottosegretario ai Beni culturali Gianluca Vacca in occasione dell’della sala Agorà del palazzo municipale di Gibellina allo scrittore Leonardo Sciascia in occasione del 51esimo anniversario del terremoto del Belice. “Ho accettato l’invito del sindaco di Gibellina, piccolo paese in provincia di Trapani, alla cerimonia di intitolazione di una sala del Comune a Leonardo Sciascia – scrive Vacca -. Che fu grandissimo scrittore, ma fu anche un vero campione di impegno civile. Si battè, insieme all’allora sindaco Corrao e ad altri, perché la ricostruzione e la rinascita di Gibellina, distrutta dal terremoto che colpì la valle del Belice nel 1968, passasse attraverso l’arte, la cultura. Non solo ricostruire, quindi, ma ricostruire meglio di prima. Ricostruire all’insegna della bellezza, perché la cultura e l’arte sono sempre eccezionali strumenti di sviluppo per i territori”.

Ricostruire, aggiunge, “non solo per ridare una casa a chi l’ha persa ma anche per conservare l’identità dei paesi distrutti, per perseverarne l’anima, un’anima nella quale le persone potessero continuare a riconoscersi, potessero ritrovare il valore di una memoria comune. Un messaggio straordinario, che Sciascia rilanciò con forza proprio a Gibellina nel 1988. Un messaggio di resistenza culturale, attuale ancora oggi. In Sicilia, in Abruzzo, ovunque!”.

 

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