Monica Barni Toscana bando ricercaCento assegni biennali per la ricerca in ambito culturale dell’importo annuale di 28 mila euro lordi ciascuno che coinvolgerà altrettanti giovani studiosi che non abbiano ancora compiuto i 36 anni di età. È l’iniziativa della Regione Toscana, “innovativa e unica in Italia” (come ha sottolineato la vicepresidente e assessore alla Cultura e alla Ricerca, Monica Barni), che sarà pubblicata nelle prossime settimane e che accoglierà progetti presentati ‘obbligatoriamente’ insieme da almeno un’università o ente pubblico di ricerca e da un soggetto che appartiene alla rete regionale della filiera culturale e creativa. La misura rientra nel progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani “GiovaniSì“.

Prima di Natale, la Giunta ha approvato la delibera che fissa i paletti entro cui il bando dovrà muoversi e che stanzia 4,7 milioni di euro a valere sul Programma FSE 2014-2020 per la copertura finanziaria della misura.

Da venerdì 18 gennaio, inoltre, riprendono a Lucca gli incontri per illustrare i contenuti del bando. La vice presidente della Regione Monica Barni parteciperà un evento organizzato presso la Scuola di alti studi, Cappella Guinigi – Complesso di San Francesco, dalle 11.45. Gli elementi essenziali del bando saranno presentati anche a Prato (Centro Pecci) il 1 febbraio e a Grosseto (Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea) il 6 febbraio.

LE FINALITA’

L’obiettivo della Toscana è quello di finanziare progetti reali con una valenza scientifica di alto profilo e che rispondano realmente alle esigenze e ai problemi che le istituzioni culturali incontrano quotidianamente nella loro attività di conoscenza, conservazione, fruizione e valorizzazione.

IL CAPITALE UMANO – Il bando mette a disposizioni 4,7 milioni di euro a valere sull’Asse A Occupazione (POR FSE 2014-2020 – Regione Toscana) finanziando assegni come percorsi di alta formazione tramite la ricerca per integrare conoscenze teoriche e competenze sviluppate in specifici contesti d’esperienza. “L’obiettivo è qualificare il capitale umano e la sua occupabilità attraverso esperienze che assicurino crescita professionale e, allo stesso tempo, percorsi di alta formazione orientati verso la carriera di ricercatore non solo in ambito accademico ma soprattutto verso l’inserimento nel mercato del lavoro extra accademico”, ha spiegato il direttore Cultura e Ricerca della Regione Toscana, Roberto Ferrari intervenendo alla presentazione del bando presso l’Università degli Studi di Firenze.

LA COLLABORAZIONE – L’altro obiettivo è sviluppare collaborazioni tra enti di ricerca e operatori della filiera culturale e creativa regionali per promuovere la partecipazione culturale e favorire la modernizzazione delle istituzioni culturali attraverso modelli di conservazione, gestione e valorizzazione più efficaci, efficienti e sostenibili. “Non sempre questa collaborazione è facile, per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno realizzare incontri per agevolare l’incontro e il confronto”, ha spiegato Ferrari.

GLI AMBITI DI RICERCA – Inoltre, Regione Toscana, con questa misura, intende orientare la ricerca verso gli ambiti applicativi più promettenti per lo sviluppo della filiera culturale regionale e diffondere le soluzioni tecnologiche, organizzative e metodologiche sviluppate nei progetti di ricerca, presso gli operatori della filiera culturale e creativa regionale.

CHI PUO’ PARTECIPARE

IL PARTENARIATO – Potranno partecipare al bando solo i partenariati tra almeno un ente di ricerca e un’istituzione culturale. A questi potranno aggiungersi altri soggetti, che anche non rientrano in queste tipologie o che pure non operino all’interno del territorio regionale.

GLI ASSEGNISTI – Una volta finanziato il partenariato attraverso l’aggiudicazione del bando regionale, gli enti di ricerca dovranno selezionare gli assegnisti rispettando alcuni criteri già individuati dalla Regione. I candidati per gli assegni di ricerca dovranno essere titolari di laurea specialistica (magistrale) o laurea vecchio ordinamento e non aver compiuto i 36 anni alla data di presentazione della domanda. PHD ed esperienza di ricerca saranno elemento di valutazione nelle selezioni di Università e EPR. Non è richiesto il domicilio nel territorio regionale, ma almeno la metà del tempo di ricerca deve essere svolto presso gli operatori culturali. La presenza dell’assegnista presso un operatore della filiera culturale e creativa deve essere documentata tramite la tenuta di un “registro individuale”.

I PROGETTI DI RICERCA

I progetti saranno valutati soprattutto in base alla capacità di rispondere a sei finalità che la Regione indicherà nel bando. Sarà sostenuta l’attività di ricerca applicata finalizzata a:

  • progetti sulla frontiera delle conoscenze specialistiche nello specifico ambito disciplinare e applicativo
  • dar soluzione a problemi tecnici, organizzativi, produttivi, gestionali e metodologici che gli operatori della filiera culturale e creativa regionale si trovano ad affrontare
  • supportare gli operatori della filiera nel perseguire la propria missione istituzionale, migliorando la sostenibilità economica dei singoli operatori e dell’intera filiera
  • produrre effetti positivi sul fronte del pubblico/visitatori e delle diverse tipologie di soggetti che, lungo la filiera culturale, creativa e produttiva, concorrono alle attività degli operatori della filiera culturale e creativa regionale
  • sviluppare soluzioni di potenziale interesse per altri operatori della filiera e, più in generale, del sistema regionale, per utilizzi in analoghi contesti applicativi
  • In forza della natura applicativa dei progetti, le attività di ricerca a questi collegate dovranno aver prevalente natura di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

COSA FINANZIA

Il bando, come detto, finanzierà 100 assegni di ricerca, in ambito culturale, per progetti connessi a contenuti, tecnologie, strumenti relativi a:

  • fruizione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (tangibile e intangibile);
  • conoscenza e interpretazioni delle arti e della cultura.

I progetti di ricerca devono essere realizzati in collaborazione obbligatoria fra Università o Enti pubblici di ricerca e “operatori della filiera culturale e creativa regionale”.

QUANTO FINANZIA REGIONE TOSCANA

La Regione Toscana metterà a disposizione 4,7 milioni per coprire il 90% del costo degli assegni di ricerca utilizzando fondi FSE. Il 10% restante (pari a 5.600 euro per ciascun assegno) spetterà ai soggetti della filiera culturale e creativa regionale. L’obiettivo, hanno spiegato i tecnici, è quello di coinvolgere e responsabilizzare le istituzioni culturali in modo da proporre solo progetti di ricerca reali e veramente utili alle istituzioni stesse.

Ogni progetto potrà comunque prevedere una quota aggiuntiva oltre il 10% a carico dei proponenti (elemento che potrebbe rientrare nei criteri di valutazione del progetto stesso). Per la parte eccedente il 10%, potranno essere coinvolti altri soggetti oltre alle istituzioni culturali a cominciare dall’ente di ricerca inserito nel partenariato o imprese, fondazioni, istituzioni pubbliche, etc. anche non necessariamente operanti in Toscana.

Approfondimenti:

Allegato A alla Delibera 1408 del 17/12/2018

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