“E’ una grande occasione che abbiamo per Matera, per tutta la regione e in generale per il Sud: tutto il mondo ci guarderà”. Lo ha dichiarato il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenuto a “UnoMattina” su “Raiuno” a poche ore dalla cerimonia inaugurale di Matera 2019.

Si tratta di una grossa opportunità, ha spiegato “per far vedere quanta qualità, quanto impatto e quanta attrattività riusciamo a generare in una cosa molto specifica ma che contemporaneamente ha un respiro di livello internazionale”.

“Abbiamo investito parecchi soldi e nell’ultima manovra sono stati stanziati altri 2 milioni di euro, per fare il 101 per cento di quello promesso. Non ci sarà solo il programma culturale ma anche qualcosa di più”, ha aggiunto Bonisoli.

OPERE TRAFUGATE

Il titolare del Collegio Romano ha quindi risposto a una domanda sulle opere trafugate dall’Italia, spiegando che per quanto riguarda il Lisippo (leggi) “abbiamo una sentenza che va rispettata: il ministero della Giustizia sta facendo una rogatoria internazionale, io ho già incontrato l’ambasciatore americano, andremo a parlare con le nostre controparti statunitensi, alle quali ricorderemo che c’è una sentenza e che quindi prima o poi ci aspettiamo di avere il Lisippo in Italia”.

Sul quadro “Vaso di Fiori” di Jan van Huysum, rubato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale (leggi), “la situazione è un po’ diversa perché fa riferimento in parte ad anni – tra i ’60 e gli ’80 – quando il mercato dell’arte era un po’ rilassato dal punto di vista dell’attenzione sulla provenienza dei beni”.

“Quello che abbiamo in mente di fare è di applicare un’azione sistematica in modo che questo mercato dei beni culturali di provenienza grigia, si sgonfi. Nel momento in cui viene a mancare la domanda, anche l’offerta si disincentiva”, ha concluso Bonisoli, che ha sottolineato lo straordinario lavoro dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale per combattere questi reati.

Leggi anche:

Opere trafugate dall’Italia, atteso in Senato il ddl Reati contro il patrimonio culturale

“L’Arca dell’arte” che i nazisti non trovarono mai: la storia di Pasquale Rotondi a 28 anni dalla morte

 

Articoli correlati