BarniDal nostro inviato a Firenze – Partirà domenica 20 gennaio da Firenze l’undicesimo treno della memoria toscano, nell’anno in cui si ricorda il centenario della nascita di Primo Levi, lo scrittore sopravvissuto alla deportazione ad Auschwitz che tutto il mondo conosce e che nel 1983 ha partecipato ad un altro viaggio toscano della memoria, organizzato dall’allora provincia di Firenze.

A bordo oltre cinquecento ragazzi degli ultimi due anni delle scuole superiori, sessanta universitari e rappresentanti delle comunità ebraiche e delle associazioni dei deportati, ovvero Aned, Anpi, Anei, rappresentanti di Rom e Sinti e delle associazioni omosessuali, che insieme ai testimoni sopravvissuti visiteranno i campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau in Polonia. La Toscana è stata pioniera di questa iniziativa ed è appunto l’undicesima volta che la organizza dal 2002.

Il viaggio vuole essere un antidoto a razzismi ed estremismi di ieri e di oggi e si svolgerà ‪fino al 24 gennaio‬, preparato come sempre in modo attento, da un punto di vista scientifico ed emotivo, preceduto e seguito da un gran lavoro di approfondimento in classe iniziato fin dall’estate con la preparazione degli insegnanti.

L’edizione 2019 del treno, realizzata in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica, è stato presentata dalla vicepresidente della regione Toscana, Monica Barni, da Ugo Caffaz, animatore da sempre del treno della memoria toscano, e da Camilla Brunelli, direttrice del Museo della Deportazione di Prato.

BARNI

“Costruire iniziative che hanno continuità è molto complesso, invece il valore di questa iniziativa ha fatto sì che la regione Toscana continuasse a organizzarla”, ha sottolineato la Barni. “Noi non vogliamo fare sterili commemorazioni, vogliamo far sì che i giovani sappiano, che i ragazzi arrivino nei luoghi di sterminio consapevoli degli eventi e delle scelte che hanno portato a una delle pagine più terribili della nostra storia”.

“Sarà un viaggio di approfondimento, viaggeranno con noi diversi testimoni come le sorelle Bucci e verranno organizzati durante il viaggio in treno seminari di approfondimento, con le testimonianze delle comunità coinvolte nella deportazione”, ha aggiunto la vicepresidente della regione Toscana.

CAFFAZ

“La situazione rispetto al razzismo sta peggiorando e il nostro compito è far sì che i ‘ricorsi storici’ non avvengano; quindi è importante conoscere la storia e far sapere come può andare a finire”, ha aggiunto Caffaz.

BRUNELLI

Il Museo della Deportazione di Prato, ha sottolineato Brunelli, “è ormai dal 2002 che è soggetto attuatore delle più importanti politiche della Memoria della regione Toscana. Abbiamo organizzato dei workshop sul treno per i ragazzi, che incontreranno esperti ed associazioni, ma anche incontro che si terrà a Cracovia con i testimoni e le sorelle Bucci”.

CHI VIAGGIA SUL TRENO

Sono 555 gli studenti delle scuole superiori che faranno il viaggio della Memoria edizione 2019. Sono ragazzi e ragazze di quarta e quinta di tutte le province toscane. Sono stati selezionati attraverso corsi di formazione all’interno di ogni istituto. La Regione Toscana ha sostenuto le spese di viaggio e soggiorno di 480, la maggior parte quindi, otto studenti per ogni professore. Altri 15 partecipano grazie al contributo di Enti, le stesse scuole e associazioni. Assieme a loro ci sono 60 studenti universitari dei tre atenei toscani, che viaggiano grazie al contributo dell’Azienda regionale per il diritto allo studio. Sessanta sono anche i docenti selezionati in base al curriculum e che si sono formati con la Summer School del luglio scorso, più un docente di sostegno. Infine 11 privati, che salgono sul treno a proprie spese per un percorso di conoscenza e crescita personale.

A rappresentare la regione a capo della delegazione regionale, sul treno, sarà la vicepresidente Barni. Assieme ad altri rappresentanti istituzionali, personale di servizio, e medici, saranno in tutto 720 i passeggeri del Treno della Memoria 2019.

I TESTIMONI

Immancabili e fondamentali come sempre, i compagni di viaggio eccellenti, ovvero i testimoni: Andra e Tatiana Bucci, le sorelline scampate a Birkenau e al dottor Mengel, e Silvia Rusich, la figlia di Sergio Rusich deportato politico al lager di Flossenburg. A Cracovia, si unirà al gruppo dei testimoni Vera Vigevani Jarach, testimone di due storie: esule in Argentina per le leggi razziste del fascismo e madre di una desaparecida durante la dittatura di Videla.

EUROPA

Ma in questa edizione si parlerà anche d’Europa. L’ultimo giorno a Cracovia, il 23 gennaio, è previsto infatti un citizen dialogue all’università della città polacca con il vicepresidente della commissione europea Timmermans e il presidente della regione Toscana Enrico Rossi.

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