Il 19 gennaio prende il via l’anno di Matera Capitale europea della Cultura. Si accendono i riflettori, si alza il sipario e comincia la festa. Due giorni di eventi, cerimonie, mostre con l’attenzione di tutti rivolta al capoluogo lucano che per un anno sarà catapultato sul palcoscenico culturale europeo. Ma il ‘protagonismo’ di Matera non si chiuderà domenica, anzi. L’aspettano 330 giorni di iniziative, progetti e sperimentazioni. Una programmazione culturale che rappresenta un unicum tra le capitali europee della cultura. Infatti, fina dal 2014 anno in cui si è aggiudicata la candidatura, Matera ha messo in atto un percorso che le ha consentito di spuntarla sulle altre contendenti al titolo di capitale della cultura. Ed è proprio quello di riuscire a cocreare il programma culturale con la partecipazione diretta e attiva delle imprese culturali della Basilicata. Con il risultato che, oggi, il 50 per cento del programma culturale è strutturato proprio così.

AgCult ne parla con Agostino Riitano, project manager supervisor del la Fondazione Matera-Basilicata 2019, che fin dalla presentazione del dossier nel 2014 è a bordo della macchina che ha portato fino ad oggi.

LA COCREAZIONE

Al centro della scommessa materana c’è proprio la scelta di rinunciare a un grande direttore artistico e puntare tutto sulla cocreazione col territorio. “Si tratta di un percorso durato più di un anno – spiega Riitano -, che presenta molte differenze con la progettazione partecipata di fine anni Novanta in cui c’era un progetto su cui una serie di attori istituzionali chiamavano altri attori a cooperare rispetto a una piattaforma già codificata”.

GO&SEE

Proprio per questo obiettivo è stato pensato uno strumento, il voucher Go&See, cha ha assegnato 2.019 euro simbolici alle imprese culturali per viaggiare in Europa e tessere rete di relazioni e di partenariati. A seguito di questa esperienza (dopo due mesi) è stata realizzata una mappa con 280 partner europei amplificando questa dimensione.

IL MANAGEMENT

Un altro aspetto cui è stata posta molta attenzione è stato quello “di rendere queste imprese più consapevoli e competenti nella gestione di budget sovradimensionati rispetto alla loro esperienze”. Per questo sono stati organizzati workshop specifici per innalzare le competenze manageriali in questo settore.

LA RELAZIONE COL PUBBLICO

Uno sforzo ulteriore è stato rappresentato dal “lavorare molto sulla consapevolezza di un output nella relazione col pubblico. Bilanciare quindi la componente di ricerca e produzione con il momento di relazione diretta con i cittadini che dovevano entrare come parte attiva all’interno dei progetti. Sono infatti progetti che prevedono la partecipazione attiva dei cittadini che non sono più meri consumatori del prodotto culturale, ma hanno una funzione diretta nel progetto”.

L’altro grande tema è, infatti, quello della cittadinanza culturale. “Si può essere cittadini che insieme riescono a produrre contenuti culturali e artistici per altre porzioni della comunità”. Senza trascurare l’obiettivo “della sostenibilità. Generare quindi dei progetti che fossero economicamente, socialmente e culturalmente sostenibili”.

I PRINCIPI ISPIRATORI

Questo percorso è stato ispirato da alcuni principi cardine. “In primis, quello del ‘fare bene’. Occorre recuperare il principio del fare artigianale, con un approccio sartoriale soprattutto nei confronti dei contesti sociali. Fare le cose a regola d’arte. In secondo luogo, siamo convinti che l’intelligenza collettiva è una forza. La capacità dei singolo si amplifica nel momento in cui diventa parte di un ecosistema più ampio come quello comunitario”.

Infine, aggiunge Riitano, “abbiamo sperimentato la cocreazione non solo con le imprese culturali, ma anche con altre istituzioni culturali più tradizionali come teatri lirici e teatri stabili. Come anche con altre città a partire da Ravenna e Palermo, sperimentando come la cocreazione possa avvenire ad altri livelli dimensionali”.

L’UNICITA’ DI MATERA 2019

E’ questa quindi una delle cifre che maggiormente caratterizza Matera Capitale della Cultura. “E’ infatti la prima volta che in un contesto di questo genere viene applicato questo meccanismo. Un grande investimento, anche in termini di impegno, realizzato nella consapevolezza che questo approccio avrebbe rappresentato la legacy di Matera 2019”. Ovvero, calato il sipario del 2019 “cosa lasciamo a questa comunità di addetti ai lavori della cultura? Lasceremo sicuramente più competenze e maggiori possibilità di giocare sul mercato nazionale e internazionale”.

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