Dal nostro inviato a Milano – Il mondo della filiera del libro e della lettura si è riunito a Milano insieme al ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli per avviare un percorso di riflessione sulle misure da adottare per la promozione della lettura e per capire come intervenire al fine di dare un impulso alla crescita del mercato del libro in Italia. Un percorso che dovrebbe concludersi, auspica il ministro, entro un paio di mesi. Per arrivare a definire le azioni dal punto di vista normativo, finanziario e di promozione del settore. La sfida finale è proprio questa, ha spiegato il ministro: “far crescere il mercato del libro”.

In Italia si legge purtroppo pochissimo, con dati preoccupanti anche nel confronto con altri Stati europei, urge quindi fare qualcosa. A breve l’Aie (Associazione italiana editori), presente all’incontro, diffonderà la fotografia aggiornata al 2018 del mercato del libro che descrive una contrazione rispetto all’anno precedente. E’ anche per questo che il ministro ha convocato a Milano “le principali esperienze, sensibilità e istituzioni che compongono il settore editoriale italiano”.

L’INCONTRO

All’incontro erano presenti gli editori (dall’Aie ad Adei), i librai (Sil Confesercenti e Ali Confcommercio), le vendite online e la grande distribuzione. Presente anche Amazon, visto da molti come il soggetto che potrebbe monopolizzare le vendite dei libri in Italia. E la vendita di libri rappresenta ancora il mercato culturale più importante nel nostro Paese.

Al tavolo, ha spiegato Bonisoli al termine della riunione, “abbiamo cercato di ricostruire lo scenario dell’industria culturale italiana oggi e abbiamo raccolto le indicazioni di criticità. Ma anche i suggerimenti di possibili cambiamenti a livello normativo e finanziario che possano irrobustire, sviluppare e rafforzare un settore critico e strategico per l’intera cultura italiano”.

La lettura, infatti, è l’elemento principale di moltiplicazione culturale: “Chi legge – ha spiegato il ministro – ha più probabilità di andare a teatro, a un museo, al cinema, ha un diverso interesse per il consumo culturale. Questa industria deve essere redditizia e deve rimanere plurale, garanzia della democrazia in questo paese”.

LE MISURE

Nel caso poi, al termine della ricognizione, dovesse rendersi necessario un intervento normativo “sarà quello più adeguato. In questo momento – ha ribadito il ministro – serve un’analisi critica e serena di come le attuali norma stanno funzionando e dell’evoluzione del settore. La legge che regola il settore è del 2011, da allora il mondo è cambiato. Dobbiamo renderci conto che c’è bisogno di un intervento che stia addosso al settore come un vestito su misura”.

La prima cosa da fare, quindi, è “la fotografia di quello che c’è e di quello che sta succedendo”. Partendo dalla constatazione che “in Italia ci sono più librerie che chiudono rispetto a quelle che aprono. Questo è un problema e dobbiamo capire come risolverlo”.

FISICO VS DIGITALE

Alla domanda su come conciliare all’interno del settore il ‘fisico’ e il ‘digitale’, Bonisoli risponde che “sarà il consumatore a scegliere. Lo Stato deve capire come evolve il settore e cercare di identificare una normativa nuova, o confermare la normativa esistente, affinché sia coerente con l’evoluzione del settore. Sono le persone a decidere poi dove comprare i libri. Allo Stato spetta il compito di chiedersi se l’attuale offerta è sufficientemente varia da poter permettere una libertà di scelta”. Pur tuttavia sottolineando che “Il mercato editoriale italiano non deve essere visto a somma zero. Chi entra non porta via qualcosa a chi c’è già. La domanda da porsi è come far crescere questo mercato”. E a tal fine, “se serviranno saranno attivati o rafforzati degli incentivi e sarà una delle variabili sulle scelte da prendere”.

IL SOSTEGNO ALLA LETTURA E IL CEPELL

Uno dei compiti ‘a casa’ che i partecipanti si sono dati è quello di riflettere sulle azioni a sostegno della lettura che sono già realizzate o che devono essere realizzate con più energia oppure che non sono realizzate affatto e vanno quindi realizzate. “Il sostegno alla lettura è uno dei principali compiti che questo tavolo deve portare avanti. La visibilità del Cepell richiederebbe una riflessione critica”.

Sul Cepell, il consigliere del ministro, Alessandro Dalai, ha poi aggiunto: “Ritengo che questo istituto debba avere una dimensione nello sviluppo dei programmi di lettura e nell’interconnessione con il sistema delle biblioteche scolastiche della scuola che in questo momento non ha anche per una dotazione di fondi che è molto limitata”.

LE PROSSIME RIUNIONI

L’unica cosa che “abbiamo deciso – ha concluso Bonisoli – è che ci troveremo fra tre settimane e poi ancora e ancora. L’obiettivo è quello di arrivare ad avere qualcosa dal punto di vista normativo. Oggi abbiamo avviato un metodo di confronto dando la possibilità a tutte le componenti di questo settore di dare un contributo”. Prossimo appuntamento quindi l’11 febbraio per riprendere il discorso. Un percorso che il ministro spera di concludere “entro un paio di mesi”.

 

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