E’ stato presentato nella Capitale Fidenæ alla Porta di Roma, un nuovo spazio espositivo con preziosi reperti archeologici. Lo spazio rappresenta una nuova tappa di una politica culturale promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma: la restituzione alla città e ai cittadini del loro passato. Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Soprintendenza, la galleria Porta di Roma, che lo ha promosso, e la società H501, che lo ha sviluppato e coordinato. Obiettivo dello spazio espositivo è quello di creare un luogo di aggregazione culturale nella nostra città.

La restituzione alla città del suo passato in questi ultimi anni ha avuto un forte impulso dalla Soprintendenza Speciale di Roma. Questo impulso si è concretizzato con l’apertura di spazi espositivi all’interno della Stazione Metro C di San Giovanni, alla Rinascente di via del Tritone, e ora anche in una zona lontana dal centro, come Porta di Roma.

I REPERTI ARCHEOLOGICI IN MOSTRA

I reperti in mostra sono il risultato di numerose campagne di scavi, di archeologia preventiva e di ricerca. Per oltre venti anni, infatti, l’area tra via delle Vigne Nuove, il Raccordo Anulare, il quartiere di Colle Salario e il viadotto dei Presidenti è stata interessata da queste attività.

Nello spazio espositivo di Porta di Roma, ai mosaici di una antica stazione di posta, la mansio, e alle decorazioni, sono affiancati manufatti di vita quotidiana, depositi votivi, corredi funerari. Reperti che dal IV secolo a.C. arrivano al III d.C., dando un’immagine del passato di un’area che ha visto fiorire un centro come l’antica Fidenæ, poi divenuta parte dei territori romani e che godette della fastosità dell’impero.

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