Lino Banfi sarà il nuovo referente per la comunicazione nell’Assemblea della Commissione nazionale italiana per l’Unesco (Cniu). L’attore prenderà il posto di Folco Quilici deceduto il 24 febbraio dello scorso anno. L’annuncio è stato dato dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, nel corso della kermesse organizzata dal M5S al Rome Life Hotel per festeggiare l’approvazione del reddito di cittadinanza.

Una nota del Mise, che in un primo momento avevo indicato il regista Pupi Avati come colui che avrebbe lasciato il posto a Banfi, ha specificato il ruolo che ricoprirà l’attore pugliese: “Non quello di Rappresentante dell’Unesco, ma di membro della Commissione nominato dallo stesso ministero dello Sviluppo economico”. Confermato, invece, come membro del Consiglio direttivo e membro dell’Assemblea il professore Francesco Buranelli.

Prima dell’“investitura”, Banfi aveva incontrato il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli. Infatti, pur se il nome dell’attore pugliese è stato indicato dal titolare del Mise, il lavoro tecnico dell’Unesco viene praticamente tutto svolto dal Mibac.

La Commissione nazionale italiana per l’Unesco, istituita nel 1950 presso il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, ha lo scopo di favorire la promozione, il collegamento, l’informazione, la consultazione e l’esecuzione dei programmi Unesco in Italia. Si compone di un Consiglio direttivo che ha carattere operativo e un’assemblea dei rappresentanti indicati dalle varie amministrazioni: presidenza del Consiglio dei ministri, ministero degli Esteri, ministero dell’Economia e Finanze, ministero dell’Istruzione, università e ricerca, ministero dello Sviluppo economico, ministero per i Beni e le attività culturali, ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Senato della Repubblica, Camera dei Deputati, Conferenza dei presidenti delle regioni e delle province autonome, associazione Rappresentativa Ong Italiane.

La nomina a sorpresa di Banfi ha scatenato i commenti sui social, tra cui anche quelli del mondo politico. Tra i primi a intervenire Matteo Salvini. “Di Maio ha annunciato Lino Banfi ambasciatore dell’Italia all’Unesco… Va bene. E Jerry Calà, Renato Pozzetto e Umberto Smaila? Apriamo questo dibattito”, ha detto il ministro dell’Interno in una diretta Facebook, aggiungendo: “Scherzi a parte, l’Italia è così bella che chiunque può difenderla e valorizzarla. Evviva il cinema e la cultura italiana, la tradizione e il modo di vivere italiano”.

Per il Pd è intervenuta la senatrice Vanna Iori, membro della commissione Cultura. “Lino Banfi è un attore divertente e una persona perbene, ma appare difficile comprendere le ragioni per cui abbia ottenuto un incarico all’Unesco – ha scritto su Facebook l’esponente dem -. La competenza è ancora un valore. Possibile che in un Paese come l’Italia non vi sia una figura più indicata e meritevole di ricoprire questo ruolo? Con questa ennesima boutade, il M5S certifica la sua enorme difficoltà politica e il tentativo di distrarre l’opinione pubblica dai suoi disastri: siamo passati dalla guerra alla Francia, all’allenatore nel pallone all’Unesco”.

 

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