“Il 12 dicembre in sede di presentazione della nota di aggiornamento al Def in Consiglio dei ministri, è stata inserita la nuova delega per la codificazione del settore tra i relativi disegni di legge collegati. Il Mibac in particolare ha presentato sia questa relativa alla riforma del Codice dello spettacolo sia la delega relativa alla riforma del Codice dei beni culturali. Da questo momento la norma rimane nella dotazione del governo – in particolare della Presidenza del Consiglio – e sarà a breve sottoposta all’attenzione del Parlamento”. Lo ha detto il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, intervenendo al Question Time alla Camera per rispondere a un’interrogazione dei deputati Michele Nitti e Alessandra Carbonaro (M5S) sulle iniziative relative all’esercizio della delega in materia di riforma dello spettacolo.

Si tratta, ha spiegato il ministro, “di un argomento che seguo con particolare attenzione fin dal mio insediamento, perché penso che tutto il mondo dello spettacolo dal vivo sia fondamentale per la tutela della nostra identità culturale, per la democrazia e anche per creare delle concrete opportunità di lavoro”.

“Il 22 novembre 2017 – ricorda – è stata approvata dal Parlamento la legge 175, purtroppo al momento del mio arrivo nel giugno 2018 non erano state ancora messe in campo iniziative concrete per l’avvio del processo di stesura dei decreti da attuare entro dicembre 2018”.

“Ci siamo resi conto che non ce l’avremmo fatta a mantenere il termine del dicembre 2018 come termine ultimo per l’entrata in vigore di tutti i decreti delegati relativi a questa legge. Per questa ragione ho provveduto immediatamente all’avvio del processo di definizione di una nuova delega che potesse garantire la razionalizzazione e la revisione di una disciplina che, come è noto, riveste un ruolo strategico per l’intero sistema culturale del nostro paese”.

RIFORMA DEL FUS E INTERVENTI SU FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE E CIRCO

Nello specifico, “il disegno di legge delega in materia di spettacolo si propone innanzitutto di riformare il sistema di funzionamento del Fus, al fine di assicurare la promozione e la più ampia fruizione possibile dello spettacolo nelle sue varie forme e nelle pratiche artistiche, anche con grande attenzione alla tutela e alla valorizzazione professionale dei lavoratori dello spettacolo che operano in questo settore”.

In secondo luogo, “l’intervento mira a revisionare la governance delle Fondazioni lirico-sinfoniche e a rafforzare i poteri di vigilanza ministeriale, al fine di stimolare il raggiungimento del massimo livello di qualità artistica e della sostenibilità della relativa gestione economica e finanziaria. Uno dei provvedimenti riguarderà in particolare la questione dell’eliminazione graduale degli animali da circo”.

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