Senato governo Conte Manovra“Lega e M5S, con un emendamento che nulla ha a che fare con il contenuto del testo, e dunque a nostro avviso palesemente inammissibile, hanno voluto cancellare una novità fondamentale introdotta dalla Legge sul Cinema: il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo. Un organo terzo, competente e imparziale, formato da esperti ed elementi di spicco del panorama cinematografico italiano, con diverse esperienze e capacità, che prestano un servizio senza oneri a carico dello Stato. Uno strumento a disposizione del ministero in grado di costruire una strategia per il settore, volta a valorizzare il cinema italiano e rilanciarlo nel contesto internazionale”. Lo dichiara il senatore del Pd Francesco Verducci, vicepresidente della Commissione Cultura di Palazzo Madama.

“L’istituzione di questo organi – prosegue Verducci – ha rappresentato un’apertura verso tutto il comparto, in particolare per rilanciare il ruolo dei piccoli produttori. Cancellare l’esperienza positiva di un organismo imparziale, interessato al consolidamento e al rilancio del cinema italiano sostituendolo con una consultazione tra il ministro e i maggiori gruppi di interesse, rappresenta un colpo durissimo alla pluralità, al capitale umano e all’autonomia della cultura. Chiediamo al Governo e alla maggioranza Lega/M5S di ritirare l’emendamento”.

DI GIORGI

Critica anche la deputata dem Rosa Maria Di Giorgi, relatrice della Legge sul Cinema approvata nel 2016: “Abolito il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo, l’organismo istituito nella Legge sul cinema approvata nella scorsa legislatura dal governo di centrosinistra, che aveva un importante ruolo di indirizzo e di controllo sulla destinazione delle risorse pubbliche per il cinema e l’audiovisivo ed era totalmente a costo zero”.

“Un vero e proprio blitz avvenuto nella notte in Senato con un emendamento della Lega, nascosto all’interno di un provvedimento di conversione di un Decreto Legge esaminato non dalla commissione di merito, ossia la Cultura, ma dalle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici, un ulteriore grave segnale di mortificazione del Parlamento, cui la maggioranza ormai ricorre costantemente”.

“Da ora in poi, quindi, nessun controllo sull’operato del Ministro e sull’erogazione dei contributi pubblici nel settore. Un’azione gravissima contraria a quella trasparenza tanto sbandierata dal governo gialloverde ma clamorosamente smentita nei fatti”.

“Il Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo – continua Di Giorgi –, nominato nella scorsa legislatura e presieduto da Stefano Rulli, era costituito da otto personalità del settore di particolare qualificazione e da tre membri scelti tra le associazioni di categoria. Il Consiglio aveva il compito di formulare proposte sulle politiche pubbliche per il cinema, di contrastare la pirateria cinematografica e audiovisiva e di promuovere lo sviluppo di tutto il comparto. Esprimeva pareri sulle norme relative al settore e organizzava consultazioni periodiche con i rappresentanti dei settori professionali interessati, esprimendo pareri in merito ad accordi internazionali in materia di coproduzioni cinematografiche e di scambi nel settore del cinema e delle altre arti e industrie di immagini in movimento. Il Consiglio emanava, inoltre, le linee guida per il settore in raccordo con il Ministro. È bene ripetere che era totalmente a costo zero e durava in carica tre anni. Ai componenti non spettavano gettoni di presenza, compensi, indennità ed emolumenti comunque denominati. Si abolisce pertanto un essenziale organo di vigilanza del MiBAC per poter avere mani libere in un settore strategico e molto rilevante per il mondo della cultura e dell’economia”.

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