“La collocazione dei corredi di Castel Trosino al Museo dell’Alto Medioevo di Roma non è casuale e non risponde a logiche meramente centralistiche, ma risulta funzionale a una maggiore articolazione di progetti di studio, valorizzazione, promozione anche turistica di cui il Comune e il museo di Ascoli non possono che giovarsene”. Lo ha detto il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, durante il question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione della deputata Giorgia Latini (Lega).

Il Tesoro dei Longobardi è composto da 34 arredi funebri dell’enorme necropoli longobarda rinvenuta a Castel Trosino con oltre 200 sepolture databili tra il VI e il VII secolo dopo Cristo. “Si tratta di qualcosa trovato già nel XVIII secolo – ha spiegato Bonisoli -, ma poi in particolare negli scavi sistematici condotti nel 1893 e che furono in parte portati a Roma nel 1895 per rappresentare la realtà storica e archeologica dei Longobardi. Questo nucleo divenne nel 1967 parte significativa dell’allestimento del Museo nazionale dell’Alto Medioevo di Roma. Dal 2016 questo Museo è parte del Museo delle Civiltà, che è ad autonomia speciale”.

“Il materiale proveniente da Castel Trosino – ha sottolineato Bonisoli – è integralmente esposto al Museo nazionale dell’Alto Medioevo di Roma che è regolarmente aperto, svolge numerose iniziative didattiche di valorizzazione, nel 2018 è stato visitato da 50mila persone con un trend in crescita ed è base di studio e ricerca per diverse università italiane e straniere. Nel 2019, con un progetto europeo in accordo con l’associazione Italia Longobardorum, sono in programma al Museo nazionale dell’Alto Medioevo di Roma mostre temporanee ed eventi”.

“Una parte rilevante dei corredi di Castel Trosino – ha puntualizzato Bonisoli – è comunque esposta al Museo di Ascoli Piceno e da 15 anni si pratica, con un accordo tra questo museo e quello dell’Alto Medioevo di Roma, un prestito a rotazione per consentire nel tempo la visione nella città marchigiana di tutto il materiale di Castel Trosino in modo dinamico e con una efficace sinergia tra musei centrali e musei territoriali”. Il titolare del Mibac ha quindi evidenziato: “E’ prevista la messa a disposizione in convenzione di specialisti e laboratori e il rinnovo della convenzione, a seguito della nuova denominazione del museo, è stato di recente riproposto e concordato con il Comune di Ascoli e se ne attende la definizione del testo per la ratifica”.

Il prossimo 29 gennaio, ha annunciato Bonisoli, “proprio al Museo dell’Alto Medioevo sarà inaugurato e presentato alla stampa il progetto nazionale di valorizzazione, sostenuto da Italia Longobardorum, a cui il Comune di Ascoli ancora non ha deciso di aderire e sono stati invitati tutti i sindaci delle località italiane significative per i ritrovamenti longobardi tra cui ovviamente anche Ascoli Piceno”.

LATINI

“Nel 2004 ad Ascoli Piceno sono ritornati solo due corredi funebri, quando il Tesoro dei Longobardi è molto più vasto”, ha replicato Latini. “Inoltre – ha aggiunto la deputata della Lega -, nel 2014 è stato inaugurato ad Ascoli Piceno il Museo dell’Alto Medioevo all’interno del Forte Malatesta che è una struttura adeguata per l’esposizione del Tesoro dei Longobardi”. Latini ha quindi auspicato che il ministro Bonisoli “si faccia promotore per riportare ad Ascoli un’altra parte del Tesoro dei Longobardi, che fa parte integrante dell’identità, della storia e del territorio della comunità ascolana”.

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