Il 26 gennaio apre al Palazzo delle Esposizioni “Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz”, la prima mostra esperienziale ideata da un gruppo di ragazzi di Roma che ha partecipato ai Viaggi della Memoria. In occasione del Giorno della Memoria, il 27 gennaio, l’ingresso sarà gratuito.

Per la prima volta saranno le nuove generazioni a raccontare l’esperienza del campo di concentramento, per tramandare le storie degli ultimi sopravvissuti alla Shoah, affinché la memoria generi un futuro consapevole.

La mostra, messa in scena dal collettivo Studio Azzurro, fa parte del programma che Roma Capitale dedica ogni anno al Giorno della Memoria –Memoria genera Futuro ed è stata presentata alla presenza della Sindaca di Roma Virginia Raggi, del Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo, dell’Assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale Laura Baldassarre, della Presidente della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello del Presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo Cesare Pietroiusti, degli studenti dei Viaggi della Memoria e del collettivo Studio Azzurro.

È promossa da Roma Capitale Assessorato alla crescita culturale e Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale e Azienda Speciale Palaexpo, in collaborazione con la Comunità Ebraica Assessorato alla Cultura e Archivio Storico e Assessorato alle Scuole, organizzata e prodotta da Azienda Speciale Palaexpo con la collaborazione scientifica di Archivio Storico “Giancarlo Spizzichino” della Comunità Ebraica di Roma e CDEC – Fondazione Centro di Documentazione ebraica contemporanea.

IL VIAGGIO DELLA MEMORIA E L’IDEA DELLA MOSTRA

Ogni anno Roma Capitale, con la partecipazione della Comunità Ebraica di Roma, organizza il Viaggio della Memoria portando gruppi di studenti liceali a visitare i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau. Al ritorno da uno di questi viaggi, tre anni fa, alcuni studenti e alcune studentesse con la Sindaca Raggi e il Vicesindaco Bergamo hanno preso l’impegno di farsi testimoni dell’esperienza appena vissuta insieme ai superstiti, realizzando una mostra. In questo modo, sono divenuti anelli di una catena tra le generazioni passate e future per permettere alla memoria di sopravvivere.

È nata così l’idea di Testimoni dei Testimoni che al Palazzo delle Esposizioni si è concretizzata in una mostra grazie all’incontro tra gli studenti e le studentesse e Studio Azzurro, il noto collettivo di artisti italiani pioniere nell’impiego dei nuovi media e nella poetica dell’arte partecipata. L’obiettivo condiviso è stato quello di farsi carico del passaggio di testimone tra gli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio e le generazioni future, ma anche quello di superare la distanza che ci separa dalle pagine dei libri di storia e di trasmettere con maggiore immediatezza le storie vissute da chi è scampato al nazifascismo.

Testimoni dei Testimoni. Ricordare e raccontare Auschwitz è una mostra esperienziale ma è soprattutto un invito – attraverso un insieme di azioni, immagini e parole – a rendere indelebile la memoria.

Il percorso è incentrato su alcuni momenti cruciali: dalla normalità della vita prima delle leggi razziali alla deportazione, dalla pianificazione degli esperimenti scientifici alla lingua della sopravvivenza, la Lagersprache, e alla brutalità delle identità cancellate alle quali vanno incontro l’attenzione e la memoria dei visitatori.

IL RUOLO DELLE TESTIMONIANZE

Oltre al Viaggio della Memoria, la fonte principale per la stesura di questo racconto sono state le testimonianze raccolte dalla viva voce dei sopravvissuti e quelle conservate presso gli Archivi che hanno contribuito alla realizzazione del progetto. In particolare, CDEC – Fondazione Centro di Documentazione ebraica contemporanea, Deputazione Ebraica di Assistenza e Servizio Sociale di Roma, Forma International, Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi, Istituto Luce, RAI TECHE, United States Holocaust Memorial Museum.

Il Viaggio della Memoria è parte di un percorso che comprende 19 progetti, iniziative ed eventi che negli ultimi dodici mesi hanno riguardato Shoah e Memoria nelle scuole. Nel complesso hanno coinvolto 245 istituti, 382 classi e 9.937 studenti. Tra i percorsi coordinati dall’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale anche i viaggi a Fossoli, Sant’Anna di Stazzema e a Marzabotto e presso Auschwitz – Birkenau – Amburgo.

STUDIO AZZURRO: UN NUOVO MODO DI VEDERE E ASCOLTARE TESTIMONIANZE E IMMAGINI DI REPERTORIO

Studio Azzurro fa da guida in questo viaggio, fisico e mentale, attraverso un fil rouge narrativo destinato alla fruizione collettiva e scandito da una serie di tappe, alcune delle quali richiedono la partecipazione attiva dei visitatori.

“Questa mostra, nata dall’intenzione appassionata di giovani studenti, vuole proporre un modo di vedere e ascoltare le testimonianze e le immagini di repertorio con uno sguardo che rispecchi la sensibilità di questo tempo, con un linguaggio per frammenti, lontananze e persistenze che si avvicini al complesso sistema di stratificazione della memoria. Un linguaggio che prova a coinvolgere tutto il corpo del visitatore, accompagnandolo in un’esperienza che lo interpella personalmente, portandolo di fronte a qualcosa che, all’apparenza, rimane senza una sufficiente spiegazione”.

LA VOCE DEGLI STUDENTI

Gli Studenti dei Viaggi della Memoria (Marta Bugatti, Simone Capuano, Gabriele De Pascalis, Manuela De Pascalis, Livia D’Urso, Flavio Fontana, Claudio Pastecchi, Michela Ponticelli, Mirela Carmen Rebega, Sara Ruffini, Filippo Zannini) descrivono l’esperienza da cui è nata l’idea della mostra.

“In seguito al viaggio della memoria ad Auschwitz I e Auschwitz II – Birkenau, – scrivono i ragazzi – noi ragazzi abbiamo deciso di prenderci un impegno dinnanzi ai testimoni che ci hanno guidati attraverso i loro ricordi, storie di una realtà che appare più lontana di quanto non sia: ricordare, trasmettere il ricordo di quanto accaduto e non dimenticare le atrocità che hanno mietuto migliaia di vittime, diventando noi stessi testimoni”.

“In un periodo in cui si ha paura del diverso, dello straniero e si mettono in atto leggi emarginatrici, la memoria di ciò che è stato può salvarci. Bisogna riacquistare fiducia in noi stessi, spronarci a credere e investire in ciò che c’è di buono nelle persone. Noi siamo un anello della catena tra passato e presente: “Testimoni dei Testimoni”.
Ora quella che è stata la nostra esperienza sarà l’esperienza di tutti voi. Un anello e un altro ancora. La memoria genera futuro”.

 

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