Parte a febbraio la “multiprogrammazione” per i cinema monosala delle città monoschermo, una fase di sperimentazione che prevede la possibilità per gli esercenti di programmare, nella medesima giornata, prodotti cinematografici distinti e di diverso genere.

È un’iniziativa fortemente voluta dal sottosegretario del Ministero per i Beni Culturali con delega per il cinema, Lucia Borgonzoni, che ha accelerato la riflessione in atto tra le Associazioni del Cinema, firmatarie di apposita convenzione da cui sono scaturite poche e semplici linee guida, alle quali gli interessati potranno fare liberamente riferimento nei propri accordi commerciali al fine di facilitare l’offerta e la programmazione di prodotto cinematografico.

“Si parte con le strutture cinematografiche monosala situate nelle città monoschermo”, dichiara il sottosegretario Lucia Borgonzoni, “per verificare il primo impatto in termini di crescita del pubblico e poi estenderne la portata in altre realtà. È l’occasione, fortemente auspicata dall’esercizio tradizionale, di rendere più vitali i cinema monosala, diffondendo la varietà culturale e quindi anche le occasioni di scambio e socializzazione nei centri minori, dove sono normalmente ubicate. Le sale interessate sono circa 600”.

Il presidente dei distributori ANICA, Luigi Lonigro, aggiunge: “Si è finalmente stabilito di rendere più competitivo il segmento di mercato che versa in situazione di maggiore criticità a seguito delle nuove modalità di fruizione dei contenuti audiovisivi digitali, anche a causa di una possibilità di proposta unica e obbligata. Con la multiprogrammazione si ampliano anche gli spazi per la distribuzione e la possibilità di scelta per il pubblico, che in tal modo potrà avere accesso, in un arco temporale più ristretto, ad una più ampia offerta culturale e di genere. Siamo confidenti che questa importante innovazione potrà essere di stimolo alle nuove generazioni dell’esercizio che sapranno, grazie ad una proposta differenziata, guardare alla modernità utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione di cui hanno assoluta padronanza, a partire dai social media”.

Per il presidente dell’Associazione Nazionale Esercenti Cinema (ANEC), Mario Lorini: “Un maggior dinamismo produce più concorrenza e vitalità del mercato, una maggiore permanenza nelle sale dei film con orari differenziati e una promozione locale più mirata. Si introduce così nel mercato una buona pratica che, se attuata con un convinto impegno promozionale e buon senso, potrà essere estesa a tutte le realtà del territorio che non possono soddisfare, per limiti di schermi disponibili, la sempre più ricca offerta settimanale di prodotto filmico, come invece avviene per le grandi strutture”.

Positivo anche il giudizio dell’ANEM, l’Associazione Nazionale Esercenti Multiplex, il cui presidente Carlo Bernaschi sottolinea: “Non c’è dubbio che la multiprogrammazione sia destinata a rinforzare in modo non indifferente il mercato: con essa potranno sicuramente aumentare sia il Box Office che il numero di spettatori nelle sale che possono avere questa ottima opportunità”.

Don Adriano Bianchi, presidente delle sale della comunità dell’ACEC, Associazione Cattolica Esercenti Cinema, sottolinea: “È fondamentale preservare la vitalità delle monosale per diffondere la varietà culturale in provincia e nei centri minori, e con essa offrire forme alternative e integrative rispetto alla fruizione domestica, accrescendo le occasioni di scambio e di socializzazione”.

Domenico Dinoia, presidente della Federazione Italiana Cinema d’Essai (FICE), evidenzia “la necessità di migliorare, anche grazie alla forte innovazione tecnologica delle sale, le modalità di proposta dei film in uscita, differenziando per generi sulla base della fascia oraria e favorendo la programmazione di film indipendenti e di qualità: abbiamo pubblici diversi, ognuno può trovare un film adatto ai propri gusti nell’arco della stessa giornata”.

 

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