Credit photo: Georgian national museum – www.museum.ge

L’Unione europea punta sulla formazione internazionale sostenendo un progetto focalizzato sull’educazione a lungo termine per il personale museale della regione del Caucaso meridionale (Georgia, Armenia e Azerbaigian). Si chiama Be Museumer, è finanziato dal programma Europa Creativa e guidato dall’Associazione dei musei georgiani insieme a Nemo – la rete delle organizzazioni dei musei europei, e all’Academy of Cultural Management.

TRASFERIMENTO DI CONOSCENZE E MESSA IN RETE

Il programma “debutta” a fine febbraio: il 27 e il 28 in Georgia si terrà il primo corso di formazione che si focalizzerà sul valore dell’educazione museale. Otto professionisti del settore di Georgia, Armenia e Azerbaigian avranno l’opportunità di partecipare al workshop rispondendo alla call lanciata per l’occasione entro l’8 febbraio.L’obiettivo del progetto “è trasferire conoscenze, ma anche creare una rete di professionisti”, spiega ad AgCult Margherita Sani – dell’Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna – che faciliterà il primo corso di formazione a febbraio. “Per ogni workshop, dedicati a temi diversi, sarà lanciata una call – prosegue Sani -. Ci saranno poi dei webinar aperti a tutti per ognuna delle tematiche affrontate. L’obiettivo è anche il coinvolgimento dei partecipanti”.

RAFFORZARE I LEGAMI

Sani ricorda che il progetto Lifelong Museum Learning – coordinato dall’Istituto Beni Culturali dell’Emilia Romagna – ha portato alla realizzazione di un manuale sull’apprendimento rivolto agli educatori museali. “Il libro è stato tradotto anche in armeno”, osserva Sani sottolineando che i contatti nell’area c’erano già stati. “Questa iniziativa ora è interessante” anche e soprattuto perché “finanziata da un progetto europeo”. L’obiettivo di Nemo “è ampliare la partecipazione, sopratutto a certi Paesi che hanno meno possibilità di partecipare a incontri e a occasioni di formazione. Questo rafforzamento di legami e la creazione di una rete, sia nell’area geografica che tra l’area geografica e il resto dell’Europa, è uno degli obiettivi”.

L’EDUCAZIONE MUSEALE

I moduli del progetto comprendono 14 corsi di formazione e sette webinar su temi chiave nel campo museale (missione del museo, valori, leadership, educazione, valore sociale ed economico, nuove tecnologie, marketing, raccolta fondi, sviluppo della cultura aziendale, servizi e ospitalità, sviluppo del pubblico). Con il primo workshop che Sani faciliterà “vedremo il tipo di pubblico, quanto sarà reattivo e disposto a mettersi in gioco”. Si parte, comunque, con un tema fondamentale, “cuore” del museo: l’educazione. Secondo Sani “gran parte dell’innovazione che i musei realizzano passa attraverso l’educazione. E’ un settore in cui ci sono stati enormi cambiamenti, perché ci si è aperti a diversi pubblici e perché sono cambiati gli strumenti”.

LE NUOVE SFIDE

Basti pensare al digitale, “che riguarda anche tutti gli altri ambiti di funzionamento del museo, ma che in questo caso coinvolge il pubblico. E’ un tema fondamentale, quello più esposto in questi ultimi anni a tutti i cambiamenti e alle innovazioni del museo, proprio per questo suo rivolgersi al pubblico. Deve, quindi, essere sollecitato a una serie di stimoli, dai pubblici diversi alle pratiche partecipative”. Con Be Museumer si vuole rafforzare le capacità di leadership e di gestione rispondendo alle sfide attuali del museo. “Credo sia importante – conclude Sani – trasferire conoscenze e dare un quadro di alcune esperienze che si svolgono nei musei europei affinché poi queste informazioni possano realizzarsi nella pratica e non rimangano qualcosa di teorico”.

Per approfondimenti:

Be Museumer

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