La Via Francigena “è una metafora di quello che dovrebbe essere l’Unione europea. Un’Europa in cammino, dove la persona che incontri è un compagno di viaggio e non un nemico”. Lo ha detto ad AgCult l’europarlamentare del Pd Silvia Costa, intervenuta il 2 febbraio al Forum “Comuni in Cammino”, dedicato all’antica via di pellegrinaggio. L’evento, giunto alla sua sesta edizione, si è svolto a Monteriggioni, nel complesso monumentale di Abbadia Isola, ed è stato promosso da Comune di Monteriggioni e Associazione Europea delle Vie Francigene.

LA DIMENSIONE EUROPEA DELLA VIA FRANCIGENA

La Via Francigena, quindi, come metafora di un’Europa che unisce, “un luogo di reciproca conoscenza e di dialogo interculturale e religioso”, afferma Costa. Ma anche “il segno di valori e modi di vivere che ci riportano indietro, quando ancora le Istituzioni non c’erano”. Ed ecco che “in un momento come questo” la via Francigena si configura come “un grande fattore identitario”, forte di una “dimensione europea di cui l’Unione ha bisogno, che alimenta l’identità europea e che dimostra la ricchezza di un patrimonio comune nella sua diversità”.

IL SISTEMA EUROPEO PER LA CULTURA

L’europarlamentare ricorda la “novità” degli ultimi giorni e cioè l’inserimento della Via Francigena nella ‘tentative list’ nazionale dell’Unesco (leggi). Una notizia che dimostra anche l’importanza del lavoro di squadra. “Un Comune che pensa di poter fare da solo, interrompe la catena”, commenta Costa. L’europarlamentare sottolinea anche “il sistema europeo” messo in piedi per sostenere progetti legati a cammini e itinerari culturali, finanziati anche con fondi Interreg. “Abbiamo inserito il patrimonio culturale e gli itinerari dentro Europa Creativa – rileva Costa – ma anche nei Fondi strutturali e in Horizon. In questi anni abbiamo messo in sicurezza le politiche culturali in cui gli itinerari hanno un ruolo importante”.

IL RUOLO DELLE REGIONI

Costa ricorda poi anche il ruolo delle Regioni che “fanno bandi dedicati agli itinerari culturali rivolgendosi anche alle imprese creative”. A Monteriggioni è emersa l’importanza di “mettere a fattore comune i fondi a sostegno della progettazione”. Due le note dolenti: “il ritardo da parte dell’Italia della ratifica della Convenzione di Faro” e la questione dei fondi destinati ai Cammini, stanziati dal precedente governo. “Le Regioni non accettano ritardi e neanche che questi soldi vadano da un’altra parte”, conclude Costa.

L’APPELLO DI CIUOFFO

Nei giorni scorsi è stato Stefano Ciuoffo, assessore al Turismo della Regione Toscana, a lanciare un appello al ministero dei Beni culturali “affinché vengano sbloccati i fondi destinati ai Cammini, come previsto dall’Accordo di Programma firmato da Ministero e 11 regioni (oltre alla Toscana, Valle D’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Molise, Basilicata, Puglia) nel 2018 sui Cammini e i percorsi religiosi”. (per approfondimenti leggi: Cammini, appello di Ciuoffo al Mibac: “Sblocchi i fondi già stanziati”)

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