“Siamo soddisfatti che la nostra proposta sia stata accolta. Su questo tema si misura l’autonomia del Parlamento, perché non si capisce come mai un provvedimento che era stato approvato all’unanimità in commissione non fosse poi discusso in Aula e ricevesse il via libera”. Così il senatore Roberto Rampi, responsabile cultura del Pd, commenta con AgCult la decisione di M5S e Lega di votare nella conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama a favore della proposta dem di calendarizzare nuovamente per l’Aula la ratifica della Convenzione di Faro.

“In commissione Cultura il testo era passato con grande facilità, velocità e soprattutto con l’appoggio di tutti i partiti – ricorda Rampi -. Poi l’iter è stato frenato, tanto che qualcuno ha parlato di ‘maledizione di Faro’. Visto che non sono scaramantico vorrei che sfatassimo questo elemento da superstizione e ci comportassimo come un luogo normale dove se una commissione di merito è d’accordo unanimemente non dovrebbero esserci problemi”.

A sollevare perplessità sul provvedimento è stata la Lega. “Le perplessità sono tutte legittime, ci mancherebbe – osserva Rampi -. E’ anche normale che colleghi di altre commissioni coinvolte, come la Esteri e la Bilancio, abbiano bisogno di approfondire una materia che non conoscono a fondo. Però il tema non è nuovo, non è un’invenzione di qualcuno. Anzi è qualcosa su cui il Consiglio d’Europa ci richiama da tempo”.

Sottolinea Rampi: “Che sia proprio l’Italia a non ratificare la Convenzione è qualcosa che ci indebolisce, perché su questo argomento potremmo essere protagonisti più di altri. Una ratifica non è un fatto formale – conclude il senatore Pd-, può essere invece il primo passo per assegnare al nostro Paese il ruolo di super potenza culturale”.

Leggi anche:

Convenzione di Faro, accolta proposta Pd: in Aula tra il 19 e il 22 febbraio

 

Articoli correlati