Nel disegno di legge delega in materia di ‘semplificazione, riassetto normativo e codificazione’, approvato lo scorso 12 dicembre dal Consiglio dei ministri e che dovrebbe approdare a breve in Parlamento, il governo è autorizzato a intervenire anche in materia di spettacolo dal vivo nel rispetto dei principi esposti all’articolo 1 della Legge del 2017 che prevedeva “Disposizioni in materia di spettacolo e deleghe al Governo per il riordino della materia”. Si tratta, in sostanza, del recupero della delega prevista dal Codice dello spettacolo approvato a fine 2017 e poi scaduta. In sostanza il provvedimento ricalca il testo della passata legislatura ma introduce alcune novità.

In particolare, secondo la bozza del ddl che AgCult ha potuto visionare, i decreti legislativi che il governo dovrà emanare riguarderanno, come già previsto dalla vecchia delega, le fondazioni lirico-sinfoniche e i settori del teatro, della musica, della danza, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche. Scompare, invece, dal Codice il riferimento allo ‘spettacolo viaggiante’, vengono modificati i compiti del Consiglio superiore dello Spettacolo (che sarà presieduto dal Ministro dei Beni culturali) e vengono in parte variati i principi e i criteri direttivi alla base dei decreti relativi ai settori del teatro, della musica, della danza, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche. Interventi anche sulla parte relativa alle fondazioni lirico-sinfoniche e sui contributi del FUS. Infine, per quanto riguarda gli spettacoli circensi, viene esplicitato il principio del “definitivo superamento dell’utilizzo degli animali”.

UN UNICO TESTO

Il ddl delega prescrive al governo di procedere alla “redazione di un unico testo normativo denominato ‘codice dello spettacolo’, al fine di conferire al settore un assetto coerente, organico e conforme ai principi di semplificazione delle procedure amministrative e ottimizzazione della spesa, e volto a migliorare la qualità artistico-culturale delle dette attività, incentivandone la produzione, l’innovazione, nonché la fruizione da parte della collettività, con particolare riguardo all’educazione permanente”.

RIFORMA DEL FUS

Nel testo dovrà essere contenuta la “razionalizzazione degli interventi di sostegno dello Stato al settore dello spettacolo, prevedendo, tra l’altro, la riforma della gestione, da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, del Fondo unico per lo spettacolo”, anche mediante “regolamentazione e semplificazione delle procedure di riconoscimento dei contributi e prevedendo la più estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”.

SOSTEGNO DEI PRIVATI

Particolare spazio dovrà essere dedicato poi alla “revisione degli strumenti e delle procedure finalizzate ad incentivare la contribuzione economico-finanziaria dei privati, anche sotto forma di sponsorizzazione” per i settori cui il nuovo Codice dello spettacolo si rivolgerà. Inoltre sarà prevista “l’armonizzazione degli interventi dello Stato con quelli degli enti pubblici territoriali anche attraverso lo strumento dell’accordo di programma”.

PROMOZIONE OPERE E GIOVANI

Tra le priorità cui il governo dovrà prestare attenzione nella scrittura dei decreti legislativi, c’è anche “la promozione della diffusione delle produzioni italiane ed europee dello spettacolo e delle opere di giovani artisti e compositori emergenti, attraverso appositi spazi di programmazione nelle piattaforme radiotelevisive” e “la promozione tra le giovani generazioni della cultura e delle pratiche dello spettacolo”.

Inoltre, rilievo anche alla “promozione dell’integrazione e dell’inclusione attraverso attività formative, nonché mediante la pratica e la fruizione delle attività di spettacolo, con particolare attenzione per i contesti disagiati” e “la promozione della più ampia fruizione dello spettacolo e delle pratiche artistiche, tenendo conto altresì delle specifiche esigenze delle persone con disabilità, secondo i principi stabiliti dalle convenzioni internazionali applicabili in materia”. Infine, andranno individuati, d’intesa con la Conferenza unificata, “strumenti di accesso al credito agevolato anche attraverso convenzioni con il sistema bancario”.

LE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Con particolare riferimento alle fondazioni lirico-sinfoniche, i decreti legislativi, al fine di assicurarne la revisione dell’assetto ordinamentale e organizzativo, sono adottati nel rispetto dei seguenti ulteriori criteri direttivi specifici:

  • definizione dei requisiti al fine di garantire la massima qualità dell’offerta artistica e culturale e una gestione efficiente dal punto di vista economico
  • revisione delle modalità e dei requisiti per la nomina del sovrintendente e del direttore artistico
  • revisione dei poteri del sovrintendente, rafforzandone l’autonomia e precisandone le relative responsabilità
  • revisione e rafforzamento delle funzioni di vigilanza del Ministero per i beni e le attività culturali
  • revisione delle modalità di composizione e di funzionamento del consiglio di indirizzo
  • revisione delle forme e degli organi di controllo sulla gestione economico-finanziaria

IL FINANZIAMENTO DELLE FONDAZIONI LIRICO-SINFONICHE

Ai fini del finanziamento pubblico delle fondazioni lirico-sinfoniche, fatte salve le risorse di cui all’articolo 1, comma 583, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, i decreti legislativi prevedono che attraverso decreti ministeriali, adottati sentito il Consiglio superiore dello spettacolo e previa intesa con la Conferenza unificata, siano definiti i criteri per il riparto dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo su base triennale e tenendo comunque conto dei seguenti profili di valutazione:

  • qualità artistica dei programmi di spettacolo e risultati relativi alla gestione economico-finanziaria
  • realizzazione di coproduzioni internazionali e nazionali per la promozione e la diffusione della cultura lirica
  • capacità di reperire risorse da soggetti privati ed ulteriori finanziamenti pubblici, rispetto al contributo statale, a sostegno dell’attività di spettacolo.

TEATRO, MUSICA, DANZA, CIRCHI E RIEVOCAZIONI STORICHE

Con particolare riferimento ai settori del teatro, della musica, della danza, delle attività circensi, dei carnevali storici e delle rievocazioni storiche, i decreti legislativi sono adottati nel rispetto di principi e criteri direttivi specifici, tra cui:

  • ottimizzazione dell’organizzazione e del funzionamento dei diversi settori sulla base dei principi di tutela e valorizzazione professionale dei lavoratori, di efficienza, corretta gestione, economicità, imprenditorialità e sinergia tra i diversi enti e soggetti operanti in ciascun settore
  • razionalizzazione e revisione dei criteri, dei requisiti, anche relativi al funzionamento degli organi statutari, e delle modalità di riconoscimento statale dei teatri nazionali, di tradizione e dei teatri di rilevante interesse culturale, delle istituzioni concertistico-orchestrali
  • precisazione, ai fini del riparto del Fondo unico per lo spettacolo, delle forme di finanziamento, nonché delle tipologie di attività e di soggetti ammessi a presentare la relativa domanda
  • previsione che, attraverso decreti ministeriali siano definiti i criteri per il riparto dei contributi a valere sul Fondo unico per lo spettacolo, precisando che l’assegnazione degli stessi avvenga su base triennale e tenuto conto dei seguenti profili di valutazione: 1) carattere pluriennale dei programmi delle attività; 2) valorizzazione della qualità delle produzioni; 3) mobilità artistica e circolazione delle opere a livello europeo e internazionale
  • revisione e riassetto della disciplina del settore delle attività musicali
  • riordino della disciplina del settore della danza
  • riordino delle disposizioni relative al settore delle attività circensi e revisione delle stesse al fine di assicurare il definitivo superamento dell’utilizzo degli animali
  • misure volte all’avvicinamento dei giovani alle attività di spettacolo e finalizzate a creare un efficace percorso di educazione delle nuove generazioni
  • sostegno alla diffusione dello spettacolo italiano all’estero e ai processi di internazionalizzazione, in particolare in ambito europeo, attraverso iniziative di coproduzione artistica, collaborazione e scambio
  • sostegno all’internazionalizzazione delle produzioni di giovani artisti italiani, nonché degli spettacoli di musica popolare contemporanea

CONSIGLIO SUPERIORE DELLO SPETTACOLO

“Al fine di fornire un supporto consultivo all’attività del Ministero per i beni e le attività culturali”, i decreti legislativi modificano anche la disciplina del Consiglio superiore dello spettacolo. Al Consiglio superiore dello spettacolo viene attribuito il compito “di definire gli indirizzi e criteri generali relativi alla destinazione e al riparto delle risorse pubbliche per il sostegno alle attività di spettacolo, nonché, di svolgere consulenza e supporto, su richiesta del Ministro per i beni e le attività culturali, nell’elaborazione delle politiche di settore”.

Prevista anche la revisione della composizione del Consiglio: sarà composto da quattordici professionalità rappresentative del settore dello spettacolo, di cui tre designate dalla Conferenza unificata, e presieduto dal Ministro per i beni e le attività culturali.

SPETTACOLO VIAGGIANTE

Soppresso, infine, il riferimento alle ‘attività di spettacolo viaggiante’ tra quelle promosse e sostenute dallo Stato come definito dal codice dello spettacolo che recitava al comma 2 dell’articolo 1: “La Repubblica promuove e sostiene le attività di spettacolo svolte in maniera professionale, caratterizzate dalla compresenza di professionalità artistiche e tecniche e di un pubblico, in un contesto unico e non riproducibile”.

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