CulTurMedia Lusetti“Culturmedia non nasce solo per rappresentare gli interessi di ciò che c’è, ma per avere anche l’obiettivo di essere credibili e attrattivi rispetto alla società. Culturmedia è una grande proposta verso un mondo di riferimento che ne ha un disperato bisogno”. Mauro Lusetti, presidente nazionale di Legacoop è intervenuto a Genova in occasione del Primo congresso di CulTurMedia, l’associazione che riunisce le cooperative aderenti a Legacoop che operano nel settore della cultura, del turismo e della comunicazione. Lusetti ha sottolineato come “oggi non si celebra solo la nascita di una nuova associazione. È la realizzazione di una strategia di lavoro”.

UN GESTO DI GENEROSITÀ

All’ultimo congresso i settori erano 12, al prossimo – il 40esimo – saranno 6, ha spiegato Lusetti. “Non è solo un fatto organizzativo. È una scelta precisa che punta a creare un’associazione che tuteli meglio i suoi associati, che costruisca reti, che crei progetti valoriale, che privilegi il concetto di filiera. Oggi rappresentate realtà molto diverse tra loro ma che possono agire insieme per affrontare la quotidianità e la modernità. Una scelta perseguita con tenacia, intelligenza e grande sensibilità. Accanto alla generosità. I tre settori preesistenti hanno fatto un gesto di generosità nell’interesse delle cooperative associate”.

UNA STORIA E UN SISTEMA DI VALORI

In questo periodo di crisi, ha proseguito il presidente di Legacoop, si sono avute “fratture sociali molto profonde. Accanto a questo, sono state messe in discussioni tre grandi narrazioni di cui ci siamo nutriti in questi anni: l’Europa unita, la globalizzazione e la rete come massima espressione della democrazia. Questa situazione sta lasciando segni pesantissimi, disorientamento, rancore profondo che si manifesta anche nei confronti del vicino e dell’ultimo arrivato. Noi cooperatori siamo fortunati. Rispetto a questo spaesamento abbiamo una nostra storia (130 anni di storia), abbiamo un sistema valoriale. Abbiamo un’organizzazione fatta di imprese e associazioni che sono vivi e presenti nel paese. Abbiamo uomini e donne che con la loro passione vivono all’interno di questo assetto. Dobbiamo riflettere su questo”.

Questa consapevolezza di essere fortunati ad avere punti di riferimento precisi, “dobbiamo metterla a disposizione della società – ha aggiunto Lusetti -. Noi ci descriviamo come una scuola di democrazia praticata, e lo siamo. Nelle nostre cooperative si discute, si vota”.

LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

Dal congresso di CulTurMedia, ha auspicato il presidente nazionale, ” credo che debba venire un appello affinché la Gazzetta del Mezzogiorno possa trovare una soluzione, magari cooperativa. Come segnale anche nei confronti di tutto il mondo della comunicazione”.

LE DIMENSIONI DELLE COOP

Lusetti ha poi affrontato alcuni temi emersi nel corso dei due giorni di congresso a Genova. A partire dalla difficoltà per molte cooperative del settore a ‘crescere’. “Non siamo obbligati a diventare grandi. Non è un dovere. Nel nostro DNA c’è il passaggio del testimone, non il profitto”. Possiamo crescere e ingrandirci solo se è coerente rispetto allo scambio mutualistico dei nostri soci. Dopodiché c’è il mercato che a volte ci obbliga a farlo per poter competere. Ma le Coop hanno anche altri strumenti: le reti, gli incubatori, le sinergie. Un aspetto su cui CulTurMedia dovrà riflettere come associazione insieme all’aspetto dei contratti di lavoro”.

UNO SPAZIO ENORME DI SVILUPPO

“Davanti a voi – ha proseguito Lusetti – c’è uno spazio enorme di sviluppo. Noi abbiamo la possibilità, se siamo credibili nella nostra offerta associativa, di competere al meglio anche con le grandissime società del settore”.

Culturmedia non nasce “solo per rappresentare gli interessi di ciò che c’è, ma dobbiamo avere l’obiettivo di essere credibili e attrattivi rispetto alla società. Culturmedia è una grande proposta verso un mondo di riferimento che ne ha un disperato bisogno”.

“Vi chiedo infine un ‘terzo tempo’ dedicato alla vita dell’associazione – ha chiesto il presidente nazionale di Legacoop -. Noi in questi dieci anni di crisi siamo cresciuti ma siamo calati rispetto al rapporto tra mondo cooperativo e società. Stiamo vivendo un momento di difficoltà. Voi dovete porvi il tema di come cambiare linguaggio e comunicazione. Siete una rete formidabile per ricucire fili che si sono strappati. Quello che conta è la quotidianità di un messaggio”.

RINGRAZIAMENTI A ROBERTO CALARI

In conclusione Lusetti ha dedicato le ultime parole per fare due ringraziamenti: il primo a Legacoop Liguria e a chi ha reso possibile questo evento congressuale. L’altro a Roberto Calari, presidente uscente di CulTurMedia, accolto da un lungo applauso. “Roberto ha seguito tutti i congressi regionali. Se siamo qui – ha concluso – si deve alla sua capacità di tenere insieme un mondo molto diverso, alla sua capacità e alla sua determinazione”.

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