Parma 2020“Sono rimasto meravigliato da come i media abbiano dato la notizia. Quasi che la scelta fosse stata decisa ieri mattina, mentre in realtà lo si sapeva da un anno”. Così l’assessore alla Cultura del Comune di Parma, Michele Guerra, commenta con AgCult la delibera del Consiglio dei ministri che giovedì sera ha conferito alla città emiliana il titolo di “Capitale italiana della cultura” per il 2020.

“Quella del Cdm è stata una semplice ratifica e non mi ha sorpreso che sia arrivata dopo un anno, perché si sapeva che i tempi sarebbero stati lunghi -dichiara Guerra -. Mi ha colpito di più il fatto di come la stampa abbia riportato la notizia. E’ un dato che deve far riflettere: significa che questo sistema delle capitali della cultura riguarda molto le città e gli operatori del settore, ma a livello mediatico è un tema che non riesce a sfondare come dovrebbe. E’ un peccato, perché è un’iniziativa che meriterebbe più attenzione da parte delle testate giornalistiche”.

“Al di là di questa osservazione – dichiara Guerra -, siamo molto contenti della ratifica da parte del governo, perché l’obiettivo per cui stiamo lavorando già da molti mesi si concretizza e possiamo ufficialmente contare sull’aiuto del Mibac. E poi mi piace sottolineare la coincidenza temporale: la notizia è arrivata esattamente un anno dopo la nostra audizione al ministero quando illustrammo la nostra candidatura”.

OBIETTIVO COINVOLGERE IL PIU’ POSSIBILE GLI ABITANTI

Come si prepara Parma all’evento del prossimo anno? “Il 2020 è un’occasione per sfidare la cittadinanza sul campo culturale – risponde Guerra -. L’obiettivo è coinvolgere il più possibile gli abitanti. Se raggiungessimo un’alta partecipazione attiva, Parma cambierebbe faccia. Oggi le città italiane non hanno un problema di presenze o di turisti, ma un problema culturale. La politica e le amministrazioni devono lavorare di più con chi vive le città giorno per giorno”.

CULTURA DEVE APRIRE COMUNITA’ VERSO L’ESTERNO

Guerra è stato a Matera nelle scorse settimane, in occasione delle celebrazioni della città capitale europea della Cultura per il 2019. “Mi ha fatto piacere vedere Matera insistere molto sull’identità del luogo – racconta l’assessore -. Lo faremo anche noi, essendo comunque consapevoli che il contesto socio-culturale di Parma è molto differente. Per il 2020, ci concentreremo sulle specificità della città, ma in un’ottica tale da metterle in contatto con il respiro nazionale ed europeo che devono avere”. Sottolinea Guerra: “Il rischio di città come Parma, cioè ricche, benestanti e autosufficienti, è quello di chiudersi in sé stesse. Per evitare che avvenga questa chiusura, è compito della cultura aprire la comunità verso l’esterno”.

BENE FONDI STANZIATI IN MANOVRA

Nella legge di Bilancio approvata lo scorso dicembre (leggi), sono stati stanziati tre milioni di euro per sostenere iniziative riguardanti la valorizzazione del patrimonio culturale di Parma in vista dell’evento del 2020. “E’ stato un segnale molto positivo, siamo grati al Parlamento per questa misura che però – precisa Guerra – andrà a impattare sui beni patrimoniali e non saranno investiti in progetti culturali”. A oggi infatti, aggiunge, “non sappiamo né se i soldi andranno direttamente dal Mibac ai luoghi prescelti da valorizzare né se sarà il Comune la stazione appaltante che li gestirà”.

L’unica cosa certa, sottolinea Guerra, “è che i soldi sono stati stanziati e ci auguriamo che in tempi brevi si riesca a utilizzarli in modo da avere qualcosa pronto già per l’evento del 2020. Se così non fosse, significherà che il 2020 è servito ad avere del denaro che poi ricadrà sulla città negli anni a venire”. Ad ogni modo, conclude l’assessore, “siamo molto soddisfatti di questa norma inserita nella Manovra, perché significa che da tutte le parti politiche c’è stata una convergenza per la valorizzazione di Parma”.

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