L'ultima cena, affresco di Leonardo da VinciPresentato alla BIT di Milano il calendario di iniziative – messo a punto dalla Regione Toscana e dai Comuni dove Leonardo ha operato – che nel corso del 2019 celebreranno il genio di Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte.

“Un programma, quello che abbiamo messo insieme – ha sottolineato la vicepresidente della Regione Monica Barni, intervenuta alla presentazione insieme all’assessore al turismo Stefano Ciuoffo – che ha l’obiettivo di riscoprire Leonardo, tornando all’essenza del suo rapporto con la Toscana, a partire dal legame con la sua città natale, Vinci, e poi quello fondamentale con Firenze e con la bottega del Verrocchio che sarà il protagonista della grandiosa mostra che si sta per inaugurare a Palazzo Strozzi. E poi tutti quei rapporti tra Leonardo e la nostra regione, sia dal punto di vista culturale che artistico e scientifico, che hanno forgiato questa personalità fondamentale per la cultura del Cinquecento, ma anche per la nostra contemporaneità”.

“A Leonardo abbiamo attribuito di tutto”, ha detto nel suo intervento l’assessore Ciuoffo. “Non ci è bastata la straordinarietà della sua opera, ma abbiamo costruito attorno a lui un immaginario che talvolta ci ha allontanato dalla realtà. E questo perché Leonardo è pittura, scultura, scienza, medicina, ingegneria. Il nostro invito, rivolto in particolare alle nuove generazioni, è allora quello di tornare, con un metodo “leonardiano”, alla formazione dell’esperienza sulla base della sperimentazione, perché per capire Leonardo bisogna affidarci alla realtà e non all’immaginazione. Leonardo – ha proseguito Ciuoffo – aveva gli occhi aperti alla realtà e all’esperienza diretta delle cose e questa è la straordinaria contemporaneità di Leonardo che vorremmo continuare a trasmettere».

“Firenze – ha concluso Ciuoffo – ha le sue opere ed ha la custodia dei suoi messaggi più importanti, ma l’invito è a visitare la Toscana per vedere tutto ciò che sta negli occhi di Leonardo e che ancora oggi è intatto, nei paesaggi, nei colori, nei luoghi che si sono preservati e sono ancora lì, a disposizione dei nostri ospiti”.

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