Ok alla riforma del ministero per i Beni culturali, con l’auspicio che venga coinvolto anche il Parlamento e che serva da stimolo per il successivo intervento riguardante il delicato tema della gestione del rapporto tra pubblico e privato. Così Michela Montevecchi (M5S), vicepresidente della commissione Cultura del Senato, commenta con AgCult la riforma del Mibac illustrata dal ministro, Alberto Bonisoli.

“La revisione della riforma Franceschini era già nel programma Cultura con il quale ci siamo presentati alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 – dichiara Montevecchi -. Nella scorsa legislatura non ho mancato personalmente di avanzare critiche a una riforma che si prefiggeva di snellire il funzionamento degli organi periferici del ministero, ma che di fatto ne ha procurato in diversi casi la paralisi. Quindi ben venga la riforma Bonisoli, sia perché il ministro sta facendo un percorso partecipato, sia perché si inserisce nel solco delle linee tratteggiate dalla nostra azione nella scorsa legislatura”.

L’augurio dell’esponente M5S è che ci sia un passaggio parlamentare. “Spero che senatori e deputati che siedono in commissione Cultura non si ritrovino un pacchetto già pronto,come è successo a noi con la riforma Franceschini, ma uno sul quale possano offrire il proprio contributo – afferma Montevecchi -. Se Bonisoli vuole distinguersi dal precedente ministro, deve evitare questo errore dirigistico e renderci partecipi”.

Montevecchi plaude alla composizione della commissione che studierà il riordino dell’organizzazione del Collegio Romano, anche se, suggerisce, “sarebbe stato interessante metterci dentro pure un rappresentante dei funzionari che tutti i giorni devono portare avanti le attività di tutela, cioè un ‘artigiano’ che vive sul campo quotidianamente”.

Un’altra commissione, ha annunciato Bonisoli, sta invece già lavorando alla gestione del rapporto tra pubblico e privato. “Questa è altrettanto importante perché il tema è delicato e basilare – sottolinea Montevecchi -. E’ una vexata quaestio che sta a cuore alla forza politica di maggioranza, per cui l’auspicio è che lo stesso percorso di condivisione, di coinvolgere tutte le categorie, voluto dal ministro Bonisoli per la riforma del Mibac, sia a maggior ragione perseguito anche per quest’altra missione”.

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