“Per la prima volta il Mibac ha una delega specifica sulla digitalizzazione e l’innovazione per i beni culturali. È stata una mia idea accolta con interesse dal ministro e ci siamo messi subito al lavoro per portare avanti un campo d’azione strategico (leggi). Non si tratta soltanto di aumentare il modo di fruire i beni culturali, ma si tratta di qualcosa che va oltre, di creare una nuova identità al nostro patrimonio culturale”. Lo ha sottolineato il sottosegretario al Mibac, Gianluca Vacca, intervenendo alla Camera al convegno “Matera 2019: il 5G e il digitale al servizio della cultura”. “Parliamo – spiega Vacca – di creare un nuovo bene cognitivo che ha dei campi d’applicazione straordinari, accessibile a tutti. In quest’ottica il 5G aumenta le potenzialità di applicazione in tutti gli ambiti in cui può svilupparsi questa nuova vita dei nostri beni culturali”.

ITALIA INDIETRO IN EUROPA

“I dati che abbiamo a disposizione ci dicono che l’Italia è indietro in Europa per sperimentazione e innovazione digitale. In particolare, sul fronte dei beni culturali, i dati Istat e dell’Osservatorio del Politecnico di Milano ci dicono che solo il 30 per cento dei musei offre dei servizi digitali in loco per la fruizione del patrimonio conservato, che il 43 per cento dei musei non ha un account social, che solo il 43 per cento ha un sito proprietario, che appena il 23 per cento ha una biglietteria online sulla propria home page e che solo la metà dei musei ha un sistema di ticketing e prenotazione online. C’è quindi molto lavoro da fare”. In passato, ricorda il sottosegretario, “è stato fatto un piano, fatto anche bene, che però è rimasto lettera morta”.

COSA E’ STATO FATTO: I CASI DELLA DG BIBLIOTECHE, DEL MANN E DI CAPODIMONTE

“Nonostante questo qualcosa è stato fatto: per esempio la Direzione generale Biblioteche del Mibac ha realizzato un’infrastruttura importantissima che mette in rete tutto il patrimonio conservato nelle nostre biblioteche; c’è poi il circuito ‘Europeana’, un circuito internazionale al quale partecipano anche in maniera importante le nostre biblioteche e archivi; i singoli musei hanno inoltre portato avanti iniziative interessanti per quanto riguarda la digitalizzazione, come il caso del Museo di Capodimonte o la frontiera del gaming, come ha fatto il Mann con il gioco ‘Father and Son’ (leggi); oppure le Terme di Diocleziano, che hanno realizzato insieme al Cnr un visore 3D che dà la possibilità di vedere com’erano un tempo le Terme; infine c’è il portale ‘Antenati’, in assoluto uno dei più visitati” (leggi).

Di cose insomma, sottolinea, “ne sono state fatte molte, ma è mancata una cornice unica: sono tutte esperienze nate da singole iniziative. Mancava un monitoraggio, risorse e delle linee di indirizzo gestite dal centro”.

2019 ANNO DELLA DIGITALIZZAZIONE DEL PATRIMONIO

“Come Mibac vorremmo che il 2019 fosse ricordato come l’anno dell’innovazione e della digitalizzazione del nostro patrimonio culturale. E’ un progetto ambizioso ma stiamo mettendo in campo delle iniziative per far sì che la digitalizzazione e l’innovazione nel campo dei beni culturali diventi un obiettivo strategico dell’azione del ministero”.

COSA E’ STATO FATTO E COSA FARA’ IL MIBAC

“Un piccolo risultato l’abbiamo già raggiunto: siamo riusciti attraverso l’azione del ministero a far inserire la tutela dei beni culturali tra gli obiettivi d’intervento del prossimo programma spaziale europeo (leggi). Stiamo poi iniziando a programmare delle risorse: sono stati già inseriti 4 milioni di euro in legge di bilancio (leggi) e stiamo poi recuperando diverse decine di milioni di euro per mettere in moto nei prossimi mesi e anni dei progetti d’innovazione e digitalizzazione. Stiamo inoltre creando una struttura di coordinamento che coinvolga tutte le strutture del ministero; stiamo realizzando un monitoraggio di quello che è stato fatto e di quello che è in corso; vorremmo infine creare una piattaforma ampia di discussione, elaborazione e programmazione che coinvolga non solo il ministero ma anche i privati”, ha concluso Vacca.

FICO: TECNOLOGIA APPLICATA AI BENI CULTURALI PUO’ PRODURRE STRAORDINARI BENEFICI PER VALORIZZAZIONE

“Condivido le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato della cultura come tessuto connettivo della civiltà europea, per questo sono convinto che la tecnologia applicata correttamente ai beni culturali possa produrre straordinari benefici per la loro valorizzazione e per la crescita del nostro paese”, ha sottolineato il presidente della Camera, Roberto Fico, nel corso del suo intervento. “La digitalizzazione e l’indicizzazione del patrimonio culturale possono promuovere un intreccio tra saperi diversi, assicurando una visione culturale più ampia e una narrazione integrata secondo diverse chiavi di lettura”.

Matera Capitale europea della Cultura, aggiunge, “è un riconoscimento molto importante non solo per la città ma per tutto il paese e in particolare del Mezzogiorno, di cui Matera costituisce un simbolo significativo di volontà tenace e azione di rilancio, un’eccellenza che nasce dalla capacità di combinare la propria identità con politiche di valorizzazione e promozione assolutamente innovative. Di questa apertura all’innovazione certamente è parte essenziale la digitalizzazione e la tecnologia 5G, che ha straordinarie potenzialità. Uno strumento per rendere le nostre città di qualsiasi dimensione vere e proprie smart cities, per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Occorre mettere in campo investimenti pubblici e privati, oltre alle misure legislative necessarie per consentire a tutti di accedere al 5G. In questo modo potremo superare l’inaccettabile digital divide che si registra nel nostro paese”.

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