“Sin dal 2016 il Bonus cultura è stato uno strumento importante per avvicinare alle sale cinematografiche il target giovanile, distante negli ultimi anni dal grande schermo perché distratto da altri device”. Lo ha detto Simone Gialdini, consulente dell’Associazione nazionale esercenti multiplex (Anem), in commissione Cultura del Senato nel corso di un’audizione sul Bonus cultura. “L’impatto di questo strumento nei multiplex è stato elevato e nel 2018 ha riguardato pure un prodotto impegnato quale il cinema italiano, solitamente circoscritto a un pubblico più adulto”, ha aggiunto l’esponente di Anem che rappresenta circa il 50 per cento del fatturato dell’esercizio cinematografico italiano.

Nel 2017, “oltre 2,5 milioni di biglietti sono stati staccati tramite il Bonus cultura, nel 2018, a causa di una flessione generale del mercato cinematografico, sono stati 2 milioni”, ha riferito Gialdini che parla di “numeri importanti”. Il consulente Anem ha spiegato inoltre che le criticità iniziali del sistema informatico quando si accedeva al Bonus cultura “stanno diminuendo”. Per il futuro, ha suggerito Gialdini, “sarebbe auspicabile una maggior promozione del Bonus cultura da concertare tra istituzioni pubbliche e associazioni di categoria per ampliare ancora di più la base dei beneficiari”.

Carlo Bernaschi, presidente dell’Anem, ha invece sottolineato come, per riportare il pubblico nelle sale cinematografiche e rilanciare la produzione italiana, andrebbero spalmate sui dodici mesi dell’anno le uscite dei film. “Abbiamo bisogno di una forte produzione italiana – ha detto Bernaschi -. In Francia, che ha lo stesso numero di abitanti, ci sono 200 milioni di spettatori, in Italia la metà. Vanno quindi regolarizzate le uscite dei film: i produttori italiani escono nei mesi migliori, da ottobre a gennaio, dopodiché si fermano. Invece i multiplex devono lavorare dodici mesi l’anno. Va cambiata la stagione, come in Spagna, dove i cinema vanno meglio d’estate. Se lavorassimo dodici mesi, il prodotto troverebbe più spazio. Concentrare due-tre film italiani in sovrapposizione, in pochi mesi, è un danno. Per questo con il Mibac faremo una campagna promozionale per un’estate al cinema”.

 

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