Avviato in commissione Cultura della Camera l’iter che dovrà portare a un parere sulla proposta di nomina del Presidente della Fondazione Ordine Mauriziano. Il Governo ha proposto Angelo Miglietta, professore ordinario di economia delle aziende e dei mercati internazionali nonché di entrepreneurship and innovation presso l’università IULM di Milano. La fondazione che gestisce l’Ordine Mauriziano è a un passo dal tracollo e la nomina deve recuperare una situazione drammatica dopo 17 anni di commissariamento conclusosi a giugno dello scorso anno.

La relatrice dell’atto del governo in Commissione è la leghista Cristina Patelli che, nel corso della sua relazione introduttiva, ha ricordato come lo statuto preveda che il Presidente sia nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri tra soggetti che abbiano maturato conoscenze in organi amministrativi e gestionali e siano in possesso di comprovata competenza ed esperienza negli ambiti della conservazione e valorizzazione degli istituti e luoghi della cultura. Il 29 gennaio, il Ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta ha comunicato che la proposta del Governo è di nominare a presidente della suddetta Fondazione il prof. Angelo Miglietta. L’atto è stato assegnato alla Commissione il 30 gennaio.

L’ORDINE MAURIZIANO

L’Ordine Mauriziano è un’antichissima istituzione di assistenza e beneficenza, nata nel 1573, per volere di Emanuele Filiberto duca di Savoia, dalla fusione dell’Ordine Cavalleresco e Religioso di san Maurizio con l’Ordine per l’assistenza ai Lebbrosi di san Lazzaro. Il suo attuale inquadramento normativo si fonda nella XIV delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione, che recita ‘l’Ordine Mauriziano è conservato come ordine ospedaliero e funziona nei modi stabiliti dalla legge’. La legge n. 1596 del 1962 ha dato per prima attuazione al disposto costituzionale, riconoscendo all’Ordine personalità giuridica di diritto pubblico.

È affidato alla Fondazione l’adempimento dello scopo istitutivo di conservazione e valorizzazione del Patrimonio Culturale Mauriziano, che annovera la Palazzina di Caccia di Stupinigi (inclusi la biblioteca e gli archivi storici), l’Abbazia di Santa Maria di Staffarda, la Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, l’Archivio Storico dell’Ordine, la Basilica Mauriziana di Torino, nonché altri monumenti e luoghi di culto e componenti immateriali di preservazione della memoria. In particolare, l’Archivio Storico dell’Ordine è divenuto, per mole documentaria, il secondo per importanza dopo l’Archivio di Stato di Torino.

IL QUADRO NORMATIVO

Attualmente, il quadro normativo di riferimento è costituito dal decreto legge n. 277 del 2004, il quale ha riformato l’assetto dell’Ordine Mauriziano, istituendo un nuovo soggetto denominato Fondazione Ordine Mauriziano (FOM), con sede a Torino, che è subentrato al precedente Ente Ordine Mauriziano (EOM). La trasformazione dell’ente pubblico in fondazione e la connessa riforma ordinamentale servivano a permettere di gestire il grave dissesto finanziario dell’ente. Ai sensi della normativa citata, la Fondazione ha lo scopo di gestire il patrimonio e i beni dell’Ordine, di operare per il risanamento del dissesto finanziario, anche mediante la dismissione di beni, e di conservare il patrimonio culturale di sua proprietà.

IL COMMISSARIAMENTO

Nel 2006, sempre in base al decreto-legge citato, è stato adottato con apposito decreto ministeriale lo Statuto della Fondazione. In seguito, con il decreto-legge n. 159 del 2007 è stato disposto il commissariamento della Fondazione ed è stata dettata una disciplina speciale per la gestione del dissesto finanziario. Il ripianamento del dissesto è stato conseguito nel 2013. Nello stesso anno la gestione commissariale è stata rinnovata per la fase transitoria in vista del passaggio dell’Ordine alla gestione ordinaria, con un nuovo assetto finanziario e patrimoniale. La nuova fase commissariale ha avuto il compito specifico di preparare un nuovo Statuto da sottoporre al Governo, oltre a quello di intraprendere le iniziative utili a ricondurre l’Ordine alla gestione ordinaria, in vista della ricostituzione degli organi ordinari. In esito a tale attività, con decreto ministeriale del 16 aprile 2018, è stato adottato il nuovo Statuto della Fondazione.

 

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