“Sono molto lusingato che abbiano pensato a me che sono un amico storico del Trentino. Ne faremo il museo più grande dell’Europa meridionale, il più importante prima di arrivare a Monaco di Baviera”. Così Vittorio Sgarbi, deputato del gruppo Misto e membro della commissione Cultura della Camera, commenta con AgCult la nomina a presidente del Cda del Museo Mart di Rovereto deciso dalla Giunta provinciale di Trento. “Le motivazioni della scelta – spiega in una nota la Provincia autonoma di Trento – vanno ricercate nella grande esperienza vantata da Sgarbi nel settore museale e artistico, presupposti ritenuti necessari per rilanciare il Mart in una sfida nazionale e internazionale e in un’ottica di promozione territoriale a vantaggio dell’intera provincia”.

“Ho visto nascere il Mart – racconta Sgarbi – perché sono amico di Mario Botta che lo ha progettato, ero amico della prima direttrice Gabriella Belli, sono amico dell’attuale direttore Gianfranco Marianello. Insomma, è un ritorno tra amici in una città che ha il più importante museo del Nord Italia nel comparto delle regioni autonome”. Sgarbi già ha in mente una prima iniziativa da realizzare. “Essendo anche presidente della Fondazione Canova -spiega – metterò in rapporto i due musei, probabilmente con una mostra su ‘Canova e il moderno’, visto che al Museo Archeologico di Napoli abbiamo appena dato il via alla mostra ‘Canova e l’antico’”.

Sgarbi svolgerà il suo ruolo a titolo gratuito. “Non c’è nulla di più ridicolo dei parlamentari che vogliono ridursi lo stipendio visto che nessuna categoria se lo vuole diminuire -dichiara -. Però che un parlamentare renda onore alla sua funzione facendo il presidente gratis in nome di una visione, mi sembra giusto, logico, normale e nobile”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, commenta così la nomina di Sgarbi: “E’ una risorsa, è un critico d’arte conosciuto non solo a livello nazionale. Crediamo quindi che la sua figura possa portare al museo iniziative interessanti per il Mart e per la città di Rovereto”.

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