“Sono soddisfatta e sollevata nell’apprendere che il Consiglio dei Ministri giovedì sera ha impugnato una legge della Regione Sicilia pericolosissima per il nostro patrimonio culturale”, lo afferma Barbara Floridia, senatrice siciliana del M5S in commissione cultura.

“Già il 30 ottobre scorso avevo denunciato in un video quello che stava accadendo” prosegue, “Con la legge n.24 del 16/12/2018, recante Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie, la Giunta regionale siciliana di fatto esautorava le soprintendenze per i beni culturali e ambientali, avocando a sé i pareri tecnici che, apponendo o meno i vincoli di tutela, permettono gli interventi sugli edifici dei centri storici siciliani. Come Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale che regionale, in particolare con il nostro consigliere Giampiero Trizzino, abbiamo lavorato per sventare questa ingerenza gravissima del potere politico in un ambito di competenza delicatissimo come la tutela del patrimonio culturale che la Costituzione riconosce all’articolo 9 tra i principi fondamentali dell’unità nazionale e di unica competenza statale. Il CDM ci ha dato ragione impugnando la legge regionale che ora passerà al vaglio della Corte Costituzionale, dalla quale siamo sicuri verrà bocciata. Come promesso”, conclude “il M5S vigila sul patrimonio culturale e si batte per difenderlo”.

LA DECISIONE DEL CDM

Il Consiglio dei ministri nella riunione di giovedì sera ha deciso di impugnare la legge della Regione Sicilia 24 del 16/12/2018, recante “Variazioni al bilancio di previsione della Regione per l’esercizio finanziario 2018 e per il triennio 2018/2020. Disposizioni varie”: una norma riguardante gli interventi sugli edifici storici, si spiega, “si pone in contrasto con le norme del Codice dei Beni culturali e del paesaggio, e viola pertanto sia l’articolo 9, secondo comma, della Costituzione, che sancisce la tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico della Nazione, sia l’117, secondo comma, lett. s), della Costituzione, che riserva alla competenza esclusiva dello Stato la materia dei beni culturali.”

 

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