Nel 2017, circa 8,7 milioni di persone nell’Unione europea lavoravano in un settore o in un’occupazione culturale, pari al 3,8% del numero totale di persone occupate. Lo rileva l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea. Guardando ai singoli Stati membri dell’Ue, la percentuale di persone occupate nel settore culturale nel 2017 variava dall’1,6 per cento della Romania al 5,5 per cento dell’Estonia, e la maggior parte di esse oscillava tra il 3 e il 5 per cento.

L’Italia si colloca al di sotto della media europea, con il 3,6 per cento dei lavoratori impiegati nel settore della cultura. Un dato in lieve aumento rispetto al 2016 (3,4 per cento), stessa percentuale della Spagna, superiore alla Francia (al 3,5 per cento) ma inferiore rispetto alla Germania (al 4 per cento).

Con “occupazione culturale”, spiega l’Eurostat, ci si riferisce all’occupazione in attività economiche quali: attività creative, artistiche e di intrattenimento, biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali; l’edizione di libri, periodici e altre attività editoriali; la stampa, attività di programmazione e trasmissione; produzione di film, video e programmi televisivi, registrazione del suono e attività di edizione musicale, attività di progettazione specializzata.

L’occupazione culturale comprende anche mestieri come scrittori, architetti, musicisti, giornalisti, attori, ballerini, bibliotecari, bibliotecari, artigiani o grafici.

 

 

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