Analizzare le opportunità e le criticità dell’Art Bonus per lo Spettacolo, anche alla luce delle opportunità che si sono aperte per il settore con l’estensione dello strumento prevista dal Codice dello spettacolo. Questo l’obiettivo dell’incontro “Art Bonus per lo spettacolo: tra bilanci e prospettive” che si è tenuto a Roma presso la sede dell’Anci. Presenti, tra gli altri, Carolina Botti (direttrice di Ales), Carlo Fontana (presidente di Agis), Vincenzo Santoro (responsabile dipartimento Cultura di Anci) e Filippo Fonsatti (presidente di Federvivo e direttore del teatro stabile di Torino).

Nel corso dell’incontro si è sottolineato con favore l’ampliamento dell’Art Bonus ad alcuni settori dello spettacolo dal vivo, oltre alla “semplicità” e alla “trasparenza” garantite dallo strumento. Tra le criticità emerse, in particolare, c’è quella legata ai limiti massimi di spettanza del credito di imposta. Alle persone fisiche ed agli enti che non svolgono attività commerciale, il credito d’imposta è infatti riconosciuto nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile, mentre ai titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta spetta nel limite del 5 per mille dei ricavi annui. Altro punto contestato è il fatto che il Codice dello Spettacolo allarga ad altri soggetti finanziati dal Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS) la possibilità di ricevere il sostegno di privati, escludendo quelli che non ricevono risorse dal Fondo unico per lo spettacolo.

SANTORO

“L’apertura a una parte molto più ampia dello spettacolo dal vivo rispetto a quanto fatto all’inizio, è un elemento di grande innovazione che si chiedeva da tempo, che bisognerà poi estendere ad altri settori dello spettacolo dal vivo ora esclusi”, ha sottolineato Santoro aprendo i lavori.

FONTANA

Due i “difetti” evidenziati da Fontana nel suo intervento: il fatto che l’Art Bonus non sia esteso a tutti e la confusione che si crea per le aziende tra donazione e sponsorizzazione. “Il problema deve essere affrontato e risolto: anche chi fa donazione deve poter avere visibilità sul suo intervento finanziario”. Inoltre l’Art Bonus “è uno strumento ancora poco conosciuto, va tarato, fatto conoscere e reso agibile a tutti i soggetti, va adattato a seconda delle diverse esigenze”.

BOTTI

Per Carolina Botti, referente dell’Art Bonus per il Mibac, “una cosa che non va toccata sono la semplicità e la trasparenza del sistema. Questa combinazione la difenderei in tutte le possibile revisioni”, ha sottolineato. Per quanto riguarda i risultati ottenuti, al 31 gennaio 2019 “abbiamo superato i 320 mln di euro di erogazioni raccolte, con oltre 1550 beneficiari, 3000 interventi e più di 10mila mecenati”.

FONSATTI

“Chiediamo un ampliamento del perimetro”, ha sottolineato Fonsatti. “Inoltre il tetto del 5 x mille è un deterrente molto forte soprattutto in un tessuto imprenditoriale come quello italiano, è un limitatore devastante. Nel Sud ci sono quelle imprese piccole e piccolissime, sarebbe utile parlare di differenziazione delle percentuali e dei tetti su base regionale”.

 

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