Si è tenuta questa mattina presso la sede del Ministero per i beni e le Attività culturali una lunga e proficua riunione tecnica, tra i vertici amministrativi del Mibac, l’Avvocatura dello Stato e il Comando Tutela Patrimonio Culturale, per verificare tutte le iniziative percorribili per il recupero dell’Atleta vittorioso di Lisippo, ivi incluse quelle di diplomazia culturale.

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

A inizio dicembre 2018 la Cassazione aveva rigettato il ricorso del Museo statunitense confermando il sequestro della statua recuperata da un peschereccio di Fano (Pesaro Urbino) nel 1964 al largo di Pedaso e acquistata nel 1977 per circa 4 milioni di dollari da un commerciante d’arte tedesco. Nelle motivazioni, la Suprema Corte parlava di “inspiegabile e ingiustificabile leggerezza” riferendosi al comportamento del Getty Museum che acquistò la statua di Lisippo basandosi solo sui pareri dei consulenti del venditore in merito alla provenienza del reperto. Inoltre, la Cassazione ricordava anche come il Metropolitan Museum di New York (partner del Getty nella trattativa) si fosse sfilato nutrendo “perplessità”. La decisione della Cassazione ha reso definitiva e immediatamente esecutiva la confisca della statua “ovunque si trovi” disposta dai giudici pesaresi lo scorso giugno.

IL COMITATO SULLE OPERE TRAFUGATE

A inizio gennaio 2019, il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli aveva convocato al Collegio Romano la riunione del comitato istituzionale sulle opere trafugate cui avevano partecipato oltre ai rappresentanti del Mibac (il ministro, il segretario generale, il capo di Gabinetto, i direttori generali Musei e Archeologia e Belle Arti, il direttore degli Uffizi e il capo dell’ufficio legislativo) anche il comandante del Nucleo Tutela Patrimonio culturale dei Carabinieri Fabrizio Parrulli, l’Avvocatura generale dello Stato e il Segretario generale del Ministero degli Esteri, Elisabetta Belloni.

In quell’occasione, Bonisoli aveva commentato la sentenza della Cassazione sull’Atleta di Lisippo. “Abbiamo una sentenza della Cassazione – mette in chiaro il ministro – che dice che la statua di Lisippo è una statua di proprietà dello Stato italiano. In questo momento si trova all’estero ma è stata esportata in modo improprio. Secondo la nostra legislazione deve ritornare allo Stato italiano”.

A questo punto “la sentenza che seguendo i canali normali – quindi con una rogatoria internazionale – verrà trasferita alle autorità giudiziarie statunitensi. Ci aspettiamo che questa sentenza venga rispettata. Contemporaneamente noi dialoghiamo con il Getty Museum, un’istituzione museale di primaria importanza con cui abbiamo rapporti di decenni di collaborazione”.

COLLABORAZIONE TRA AMMINISTRAZIONI

Sempre nella riunione del Comitato, Bonisoli aveva apprezzato l’avvio di una collaborazione tra amministrazione diverse dello Stato. Con la riunione del Comitato ha preso il via – commentava il ministro – “una riflessione su quanto fatto finora e su quanto andrà fatto in futuro. Abbiamo deciso di allargare il perimetro dei soggetti che sono coinvolti in questo comitato anche ad altre amministrazioni dello Stato”. Altri soggetti pubblici, infatti, “possono essere molto importanti in questo tipo di problematiche. Per questo che chiederò al ministro (della Giustizia, ndr) Bonafede di nominare un suo osservatore permanente. In questo modo, sperando sempre risolvere queste situazioni senza toccare l’aspetto giudiziario, nel momento in cui ce ne fosse bisogno avremo anche il contributo dei tecnici del Ministero della Giustizia”.

“Sono molto soddisfatto della partecipazione ai massimi livelli del Ministero degli Esteri con il segretario generale Elisabetta Belloni. C’è un ottimo dialogo e dalla collaborazione tra le nostre due amministrazioni prenderà forma quello che serve: un’operazione di diplomazia culturale dove il Mibac sarà la parte attiva, quella che fa partire l’operazione. spetterà poi al Ministero degli Esteri il compito di usare tutte le armi e gli strumenti della diplomazia per far sì che la restituzione del bene culturale avvenga”.

Articoli correlati