Il tema delle opere trafugate e della loro restituzione “è di nuovo al centro delle politiche ministeriali” e questo è “molto importante, un dato molto positivo”. Lo ha sottolineato ad AgCult Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, a margine della presentazione a Firenze del libro “Le Grottesche degli Uffizi”, che racconta la genesi e la tecnica di queste suggestive e misteriose pitture.

IL LAVORO DEL COMITATO SULLE OPERE TRAFUGATE

Schmidt, commentando il percorso che il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, sta portando avanti sul tema, ricorda che il Comitato istituzionale sulle opere trafugate “si riunisce frequentemente” per trattare casi “molto diversi tra loro: ci sono quelli attuali e recenti e altri che risalgono alla seconda Guerra mondiale”. “Giudizio positivo”, quindi, per il lavoro del ministero che proprio ieri ha riunito i vertici amministrativi del Mibac, l’Avvocatura dello Stato e il Comando Tutela Patrimonio Culturale, per verificare tutte le iniziative percorribili per il recupero dell’Atleta vittorioso di Lisippo. (per approfondimenti leggi: Atleta di Lisippo, al Mibac riunione tecnica per il recupero della statua).

IL QUADRO “VASO DI FIORI”

Sul quadro “Vaso di Fiori” di Jan van Huysum – rubato dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale e di cui a inizio gennaio Schmidt ne ha richiesto la restituzione – invece, “non ci sono novità” perché, spiega il direttore degli Uffizi, si tratta di “un caso difficile” e “ci vogliono dei tempi tecnici: se si potesse risolvere nel 2019 sarebbe un gran bel successo”.

CARABINIERI TPC: UN MODELLO PER GLI ALTRI PAESI

Schmidt elogia poi il “lavoro continuativo e fondamentale del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale” che “con un database di oltre un milione di oggetti catalogati” è un “modello per altri Paesi dove non esiste nulla di paragonabile”. Il direttore degli Uffizi fa l’esempio di Inghilterra o Germania, Paesi che “si affidano a database gestiti da privati, a pagamento. Il sistema italiano è invece accessibile a tutti”. Questa, conclude Schmidt “è la strada da proseguire, un modello che spero venga adottato anche da altri Paesi”.

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