I parchi li faremo, nella convinzione che possano contribuire a dare un futuro ai giovani siciliani creando lavoro e sviluppo sociale ed economico. L’assessore ai beni culturali della Regione Siciliana, Sebastiano Tusa, è intervenuto a Firenze all’incontro su ‘Sosteniblità e Accountability, un nuovo modello per le eccellenze archeologiche’ organizzato da Coopculture nell’ambito di TourismA.

L’intervento dell’assessore ha preso le mosse dall’esperienza del Parco archeologico di Agrigento, della cui esperienza si è detto “molto felice”.

Purtroppo, ha aggiunto, siamo ancora in ritardo rispetto alla Legge del 2000 che istituisce 20 parchi archeologici regionali. “Ancora non è stata attuata completamente – ha ricordato -. Ma andremo avanti, nella convinzione che la formulazione del parco archeologico realizza un sistema che è sotto gli occhi di tutti. A cominciare dai vantaggi economici (Agrigento ha un tesoretto di 9 mln di euro) ma anche sociali che sono formidabili”.

“Quello che prima veniva visto come un limite (i resti archeologici, ndr) oggi con il parco viene giudicato di grande importanza. L’aspetto sociale è fondamentale. Il parco, infatti, ha creato un progresso culturale insieme a quello sociale. Intorno a questa esperienza sono nate molte attività collegate, un indotto economico che ha fatto sì che il parco sia oggi pienamente accettato. Gli artefici di tutto ciò sono molteplici: dal direttore al gruppo di lavoro, fino all’attrattività di Agrigento dal punto di vista archeologico”.

Tuttavia, non tutti i parchi siciliani potranno avere il successo di Agrigento. “Per alcuni – ha spiegato Tusa – ci vorranno anni per raggiungere i livelli di Agrigento. Ma nonostante questo, i parchi li faremo. Sono un modo virtuoso di realizzare una fidelizzazione rispetto al territorio. Ci auguriamo che ci saranno direttori bravi ma anche concessionari bravi. E speriamo che abbiamo lo stesso successo di Agrigento”.

Tusa ha spiegato che nella prima fase di sviluppo dei nuovi parchi “cercheremo di realizzare una compensazione per sostenerli nella fase di avvio”. Per questo la Finanziaria regionale ha previsto che “il 20% degli introiti dei parchi sarà destinato a un fondo di solidarietà per gli altri parchi che stanno nascendo. Abbiamo poche risorse ma attraverso la virtuosità dei parchi possiamo affrontare il tema della loro valorizzazione. Nella convinzione che quanto realizzato si spalmerà sul territorio”.

L’auspicio finale di Tusa è rivolto al “virtuoso rapporto tra privato e pubblico” affinché possa continuare in maniera proficua e solida. “I parchi – ha concluso l’assessore – possono dare futuro, possono dare lavoro a tempo determinato e sopperire al dramma dei nostri giovani che se ne vanno”.

 

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