Edith Gabrielli, direttrice Polo museale del Lazio – foto Riccardo De Luca

Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali si trova nella Palazzina Samoggia, una palazzina in stile liberty immersa nei resti di una residenza romana di età imperiale. Sullo sfondo le Mura Aureliane e la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme.

Nel rinnovato Auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, il ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, ha presentato il nuovo piano gratuità dei musei statali e la campagna di comunicazione #iovadoalmuseo.

GABRIELLI: MUSEI PICCOLI NON SONO INVISIBILI

Il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali è parte del Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli. “Il Polo è abituato – ha spiegato la direttrice – a lavorare su grandi numeri, su più metri quadrati, su più spettatori e con più soldi. Tutti questi più non significano porre il segno meno a un museo come questo”.

Il Polo Museale del Lazio è infatti composto da vari istituti come il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, non solo da grandi attrattori come Castel Sant’Angelo. “Sono musei piccoli ma non per questo minori, trascurabili e invisibili. Nessun museo del Polo è minore”.

In quest’ottica si pone la strategia seguita dal Polo museale: la “strategia del gigante con le dita da orologiaio”, come lo definisce Gabrielli. “Il Polo Museale del Lazio gestisce 14 milioni di visitatori ed è il gigante che coglie la sfida di tenere aperti tutti i musei, anche quelli minori”.

La sfida maggiore consiste, per il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, nella realizzazione di un nuovo progetto museologico che restituisca al visitatore una fruizione coinvolgente, diretta e piena di ogni elemento.

L’ARPA BARBERINI E IL VIOLINO AMATI

Il nuovo Auditorium del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali, dove si è svolta la presentazione, non è stato il solo protagonista di questa giornata dedicata ai musei. Ad “accompagnarlo” l’arpa Barberini e il violino Amati.

L’arpa Barberini fu costruita a Roma nel 1632 per la famiglia Barberini da Girolamo Acciari. Acquistato da parte di Luisa Cervello, allora direttrice e fondatrice del museo, fa parte della collezione custodita presso il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. È un’arpa tripla costituita da due ordini identici per le note diatoniche (i tasti bianchi) disposte ai lati e uno, al centro, che consente di suonare le alterazioni (i tasti neri).

Fu il liutaio cremonese Andrea Amati a realizzare l’omonimo violino nel 1567 per il Re Carlo IX di Francia. Si tratta di uno strumento di gran pregio che, a seguito del provvedimento della Corte di Appello di Roma – II Sezione Penale, è stato consegnato dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.

 

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