Sospeso l’esame della Convenzione di Faro in Aula del Senato. La decisione è stata presa dall’Assemblea in seguito alla presentazione di una questione di sospensiva da parte di Massimiliano Romeo (Lega) e Stefano Patuanelli (M5S). I voti favorevoli sono stati 139, 95 i contrari e 16 gli astenuti.

“Riteniamo opportuno in questa sede un ulteriore periodo di approfondimento, perché ci sono alcune questioni all’interno della Convenzione che riteniamo debbano essere approfondite per evitare ambiguità anche per quanto riguarda la traduzione stessa della Convenzione, che potrebbe dare adito a male interpretazioni e quindi creare dei problemi. Riteniamo opportuno sostenere questa istanza di sospensione della discussione”, ha spiegato Romeo.

RAMPI

Nel suo intervento, il senatore dem Roberto Rampi ha esortato a diventare “protagonisti della politica internazionale in termini di politiche culturali, invece che fare la figura barbina che stiamo facendo ormai da mesi tutte le settimane”.

“Vorrei capire veramente che cosa stia succedendo dietro a questa Convenzione di Faro”, ha dichiarato il responsabile Cultura del Pd. “La Commissione cultura del Senato si è espressa in cinque minuti, all’unanimità, e tutti i Gruppi hanno votato a favore del provvedimento: questo avveniva nell’autunno scorso. Il presidente della delegazione italiana al Consiglio d’Europa, che è un componente della Camera del Gruppo del Movimento 5 Stelle, si è impegnato personalmente, in mia presenza e di tutti gli altri componenti della delegazione, a procedere a questa ratifica. Stiamo parlando di un testo che parla della valorizzazione delle tradizioni e delle identità. È veramente un mistero; stiamo facendo una figura incredibile di fronte al mondo, mettendo tutte le settimane all’ordine del giorno il provvedimento e tutte le settimane rinviandolo alla settimana successiva. Ho l’impressione che il Parlamento non abbia la libertà di decidere, perché il testo si porta in Aula, poi se qualcuno è favorevole o se qualcuno è contrario non lo vota, se la maggioranza sarà favorevole verrà approvato, se la maggioranza dei senatori sarà contrario verrà bocciato”.

“Non c’è nessun approfondimento da fare, ma questo non lo dico io, lo dicono i vostri colleghi di tutti i Gruppi che erano presenti in Commissione cultura e che lo hanno approvato. Se lo hanno approvato loro vuol dire che l’approfondimento non è necessario. Quindi, non prendiamoci per i fondelli, perché il rispetto di questa istituzione si esercita nei fatti e nei comportamenti. Vediamo di avere rispetto di queste istituzioni, di noi stessi, del ruolo di questo Paese e del nostro essere membri fondatori del Consiglio d’Europa. Facciamo la nostra parte e diventiamo protagonisti della politica internazionale in termini di politiche culturali, invece che fare la figura barbina che stiamo facendo ormai da mesi tutte le settimane”.

“Per favore fermiamoci qui, approviamo o bocciamo questa ratifica e andiamo avanti e occupiamoci di qualcos’altro, perché così andremo avanti per cinque anni a fare approfondimenti: è una storia che abbiamo già vissuto”, ha concluso Rampi.

 

Articoli correlati