"Il Ministero per i beni e le attività culturali è prontamente intervenuto per annullare, in autotutela, la procedura autorizzativa per la costruzione di un fast food all’interno dell’area archeologica delle Terme di Caracalla". Si aggiunge un nuovo capitolo alla vicenda dell'avviamento di un fast food della catena McDonald's all'interno di un vivaio nei pressi delle Terme di Caracalla a Roma. Il Mibac infatti, agendo in autotutela, ha annullato le procedure in corso per la concessione delle autorizzazioni necessarie all'avvio dell'attività. Nei giorni scorsi, il ministro dei Beni culturali, Alberto Bonisoli, era già intervenuto sulla vicenda lasciando intendere il suo punto di vista. “Non mi piace l'idea di un fast food davanti alle terme di Caracalla cosi come non mi piaceva l'idea di una ruota panoramica davanti agli scavi di Pompei”, aveva sottolineato su Twitter il titolare del Collegio Romano.  “Il nostro patrimonio culturale merita di essere trattato bene, in modo dignitoso, con garbo, attenzione e tanto rispetto”. Sulla questione era intervenuta anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi, chiedendo la sospensione del progetto esecutivo. Anche il vice sindaco, Luca Bergamo, aveva criticato il progetto. “Trasecolo leggendo che un fast food si aprirà entro l'anno all'interno di un vivaio storico, in un ambito di straordinario pregio storico-archeologico e paesaggistico, incluso nell'area riconosciuta dall'Unesco patrimonio dell'umanità proprio per il suo pregio”.

All'annuncio da parte del Mibac è arrivata immediata la reazione della sindaca di Roma: “Avanti con Mibac per stop costruzione fast food nell'area archeologica delle Terme di Caracalla. Le meraviglie di Roma vanno tutelate” ha scritto Virginia Raggi su twitter.

VACCA

"Il McDonald’s nell’area archeologica delle Terme di Caracalla, nel cuore di Roma, non si farà. Il Mibac è intervenuto a fermare un progetto senza senso, pericoloso per l'impatto che avrebbe avuto su uno dei luoghi più belli e ricchi di storia del mondo. Un sito estremamente fragile e sottoposto a vincoli stringenti. Storia, arte, bellezza e cultura vincono sulle logiche del business", ha commentato il sottosegretario al Mibac, Gianluca Vacca. 

IL I MUNICIPIO

Chiamata in causa da più parti, Sabrina Alfonsi, presidente del I Municipio, aveva allontanato responsabilità nei confronti dell’autorizzazione al progetto: "L'unico che non esprime pareri e che non ha la possibilità di cambiare le carte è il I Municipio", aveva detto Alfonsi. "L'unico che non si è fatto sentire minimamente in questi giorni - ha aggiunto la presidente del I Municipio - è l'assessore all'Urbanistica (Montuori, ndr), che sarebbe il più titolato per farlo. Il suo assessorato ha dato parere positivo" "Hanno fatto bene i deputati del Pd - ha inoltre affermato Alfonsi - a rivolgersi a Bonisoli, perché noi abbiamo tutti i pareri positivi da parte del Ministero".

LA REPLICA DEL COMUNE

Pronta la replica dell’assessore comunale Luca Montuori: “Il controllo del territorio è compito del Municipio, il rilascio delle autorizzazioni alla somministrazione di alimenti e bevande è competenza del Municipio, il rilascio di permessi per interventi come quelli per il vivaio di via Baccelli, è anche questa materia del Municipio. I miei uffici - prosegue Montuori - ricevono decine di migliaia di procedimenti edilizi l’anno e tra questi il 14 dicembre 2017 è arrivata la richiesta per una autorizzazione paesaggistica relativa a opere di ‘Manutenzione straordinaria e restauro e Risanamento conservativo sull’immobile sito in Roma Viale Guido Baccelli’. La dirigente responsabile, ritenendo che ‘i lavori di cui trattasi (…) non necessitano della Autorizzazione Paesaggistica’ restituisce la pratica al Municipio I e alla Soprintendenza che, con una successiva lettera a firma del Soprintendente Prosperetti, il 24 luglio 2018 rilascia un parere favorevole citando anche la nota dell’ufficio del PAU (Dipartimento Urbanistica), e quindi di fatto assumendola senza confutarla”.

LE REAZIONI

"Plauso a Bonisoli che ha aderito alla nostra protesta revocando l'autorizzazione per il fast food nelle Terme di Caracalla. Ora si riprenda il progetto del parco archeologico. Ci chiediamo comunque dove la catena di comando si sia inceppata e l'esatto ruolo del presidente del I municipio Alfonsi." È quanto scrive su Facebook Federico Mollicone, deputato FDI capogruppo in commissione Cultura e responsabile Cultura del Partito.

Con la sua decisione il Mibac ha accolto in pieno le richieste del Codacons che, come annunciato nei giorni scorsi, si era attivato per impugnare al Tar gli atti del Comune che autorizzavano l’apertura di un fast food alle Terme di Caracalla. Lo afferma l’associazione dei consumatori, la prima a scendere in campo contro il progetto del McDonald’s a Caracalla. “Il Ministero ha accolto le nostre richieste e impedito un’opera che avrebbe deturpato il paesaggio del centro storico e degradato il patrimonio culturale di Roma – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ora rimane da capire chi ha fornito autorizzazione ad un progetto così assurdo e in violazione delle stesse disposizioni del Comune, ed elevare le dovute sanzioni nei confronti dei funzionari responsabili”.

 

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