Foto d'archivio

“Confidiamo che il confronto possa riprendere presto su un rinnovo del CCNL che ci impegni tutti ad affrontare la sfida internazionale”. Lo affermano le segreterie nazionali Slc-Cgil e Fistel-Cisl commentando la nota diffusa da Anica, Apa e Ape in merito ai sei giorni di sciopero annunciati dai lavoratori delle troupe del cine-audiovisivo per le intere giornate del 31 luglio, 7 e 8 agosto e altri tre giorni del mese di agosto (leggi).

“Il comunicato stampa congiunto Anica, Apa e Ape – spiegano i sindacati - contiene delle affermazioni alle quali vorremmo rispondere. Abbiamo già riconosciuto gli importanti avanzamenti della trattativa e lo sforzo della delegazione datoriale ‘per trovare soluzioni e punti di mediazione’, per cui vorremmo spostare l’attenzione su quanto per noi manifesta la distanza. Viene affermato: ‘Talune richieste di parte sindacale sarebbero estremamente pericolose per l’occupazione e la vitalità di questo comparto, poiché metterebbero a rischio una parte importante della attuale produzione’. Il riferimento è principalmente alle richieste economiche. La precedente affermazione secondo noi dice molto. Dopo venti anni dall’ultimo rinnovo di contratto, anni in cui il mercato ha stabilito retribuzioni (paghe di fatto) quasi doppie rispetto ai minimi sindacali contrattuali, oscillanti in base a criteri spesso di dubbia trasparenza, registriamo una comprensibile, ma non condivisibile, difesa dello status quo".

"Ma in venti anni, e soprattutto negli ultimi, con l’avvento delle serie in streaming, è cambiato tutto, per cui non può essere tutto come prima. A partire dalle professionalità: è vero che durante la trattativa è stata condivisa la introduzione di un livello inquadramentale in più (5a e 5b), ma rivendichiamo che l’assegnazione al livello superiore non dipenda unicamente dalla responsabilità gerarchica delle figure tecniche. Vanno inserite, in queste declaratorie, figure professionali che operano in piena autonomia decisionale o figure tecniche altamente specializzate anche a fronte dell'immissione di nuove tecnologie. Le nostre richieste economiche guardano ad un sistema produttivo industriale consolidato, che oltre a fare occupazione faccia buona occupazione. Oggi l’occupazione è estesa ma non sempre buona. Che rilanci a livello internazionale un comparto che è rimasto indietro, proprio per la tendenza a mantenere lo status quo".

"Il cinema sta diventando residuale, rispetto alla produzione complessiva del cineaudiovisivo? Potremmo pensare comunque ad un cinema che non si presenti con le performance che oggi il cinema italiano offre, sia in termini di botteghino che di riconoscimenti internazionali. E potremmo immaginare un respiro più largo per le produzioni del cineaudiovisivo, come pure già inizia ad avvenire, con le coproduzioni, con i progetti che partono grazie ad investimenti condivisi, con sforzi produttivi di una degna industria. Qual è il tema vero? Difendere le produzioni a basso budget? Abbiamo dato la nostra disponibilità ad affrontare l’argomento se il discrimine non è solo il basso budget, ma la ricerca, la sperimentazione, le opere prime autoriali analizzando non solo il preventivo ma la documentazione relativa al progetto, ai finanziamenti, alla percentuale dedicata al sopra la linea, per raggiungere la massima trasparenza. Regole per garantire questi prodotti, salvaguardandoli da approcci impropri".

"Non è più possibile difendere quel basso budget che di fatto consiste in operazioni commerciali senza respiro e senza pubblico, o prodotti dove il sopra la linea schiaccia miserevolmente il sotto la linea con risultati comunque deludenti. La produzione cineaudiovisiva è cambiata, ma questo Anica, Apa e Ape lo sanno bene. L’usufruizione ristretta un tempo alle sole sala cinematografica e tv, si è estesa ad altri device, guadagnando in flessibilità e portabilità. Qual è, in questa nuova condizione, la possibilità di distinguere le tipologie di prodotto? Qual è la differenza tra una produzione e l’altra? Il preventivo? E di conseguenza i nostri tecnici, le nostre maestranze e i nostri creativi devono venire retribuiti di più o di meno in base al budget? Sono meno professionali, se il budget è più basso? Ci conforta sapere che le parti datoriali mantengono la massima disponibilità a proseguire il confronto. Confidiamo che, con quanto sopra, sia meno incomprensibile perché è stato interrotto. Confidiamo che il confronto possa riprendere presto su un rinnovo del CCNL che ci impegni tutti ad affrontare la sfida internazionale. Lontani da questa situazione ancora asfittica”, concludono Slc-Cgil e Fistel-Cisl. 

 

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