"Italia Nostra Roma ha accolto con viva soddisfazione la notizia che gli Uffici del Ministro Bonisoli - a cui si è rivolta insieme ad altre associazioni che da sempre si battono per la tutela della città di Roma - abbiano revocato in autotutela le autorizzazioni del MIBAC rilasciate per la trasformazione del vivaio a ridosso della Terme di Caracalla in un fast- food. Dopo le surreali dichiarazioni alla stampa del Soprintendente Prosperetti, merita particolare apprezzamento l’intervento del Direttore Generale Gino Famiglietti, uno dei migliori funzionari del Ministero, purtroppo alle soglie del pensionamento, che ricorderemo con riconoscenza per essere intervenuto - tra l’altro - in vicende di eclatante carenza di iniziativa per la tutela da parte della Soprintendenza preposta". E' quanto si legge in una nota di Italia Nostra Roma.

"La vicenda del fast-food a Caracalla ha messo a nudo lo stato della tutela della Città Storica di Roma, resa difficile perfino nella parte più preziosa e nel famoso sito UNESCO (di cui tutti si riempiono la bocca, citando tutele inesistenti). E’ risultato evidente che dagli Uffici ministeriali, oltre che da quelli comunali nelle varie articolazioni, sia stato ritenuto possibile perfino il mancato rispetto dei vincoli archeologici e delle mura antiche di Roma. E ciò è potuto accadere anche per le carenze e criticità del Piano Paesaggistico Regionale, che in questi giorni è all’esame del Consiglio Regionale".

"Ora il MIBAC deve intervenire immediatamente nella gravissima vicenda del Piano Paesaggistico Regionale del Lazio, che in questi giorni la Giunta Zingaretti sta cercando di portare all’approvazione in una versione ancora più depotenziata di quella già carente messa a punto da un decennio di copianificazione, senza tener conto di centinaia di osservazioni del Ministero. Oltre al sito UNESCO tutta la Città Storica (che è zona A per il PRG) deve essere tutelata e messa al riparo dalle “rigenerazioni” in grado di stravolgere il contesto storico architettonico e la qualità urbana, come si è visto negli innumerevoli casi dei villini primi novecento, ma anche le zone agricole di pregio, così come chiesto da tempo dall’Associazione Italia Nostra Roma non si accontenterà di uno pseudo vincolo limitato al sito UNESCO, elargito a seguito delle ultime scandolose vicende".

"Italia Nostra Roma chiede al Ministro Bonisoli di intervenire subito, esercitando le proprie prerogative di rilievo costituzionale. Dimostrando che non consentirà che in tema di tutela del paesaggio il Lazio del Governatore Zingaretti faccia da battistrada all’autonomia regionale differenziata", conclude la nota.

 

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