Gli stanziamenti complessivi annui del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) sono stati relativamente costanti dal 2010 al 2016, intorno alla media di 407 milioni annui, in diminuzione rispetto al periodo 2005-2008 (nel quale sono stati stanziati in media 446 milioni all’anno). La quota destinata al settore cinema è stata anch’essa relativamente costante, e si è assestata su una media di 76,8 milioni annui, interamente utilizzati per ogni esercizio. E’ quanto scrive la Corte dei Conti nel report sulla gestione delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo destinate al settore cinematografico (anni 2010-2016).

Le disponibilità del Fus Cinema – ricorda la magistratura contabile - sono state implementate dei residui dell’utilizzo della tax credit: dal 2013 al 2016 sono stati riassegnati dal Mef, a tale titolo, euro 96.551.460, comprensivi dei residui 2016; ulteriori risorse sono affluite al settore da integrazioni straordinarie o previste da disposizioni speciali, e dalla quota dei “fondi Lotto”.

Circa la metà delle disponibilità del Fus Cinema per ogni anno e, a partire dall’anno 2015, circa due terzi, sono confluite nel capitolo destinato a sovvenzionare l’attività di promozione cinematografica, sul quale sono stati stanziati complessivamente circa 291,63 milioni dal 2010 al 2016. Tali risorse sono state destinate per circa un quarto ai contributi alla promozione (71,55 milioni), mentre per tre quarti (circa 221 milioni) sono stati impiegate per finanziare la contribuzione ordinaria e per finanziamenti straordinari erogati ai tre enti sovvenzionati ex lege (Cinecittà Luce s.p.a. e, in seguito alla sua istituzione nel 2011, Istituto Luce Cinecittà; Centro sperimentale di Cinematografia; Fondazione la Biennale di Venezia).

I soli Cinecittà Luce in liquidazione e Istituto Luce Cinecittà hanno percepito, nel solo 2016, erogazioni per il 40,52 per cento delle intere disponibilità del capitolo per quell’anno (20,71 milioni su 51,15 milioni).

 

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