Il passaggio delle Grandi Navi nel Canale della Giudecca è “un dossier estremamente complesso” di cui si parla da 15 anni ma per il quale “nessuna soluzione reale è stata ancora trovata”. E in questo senso “non esiste nessun progetto Marghera immediatamente trasformabile in un atto amministrativo. Non ho abbandonato nessun progetto concreto nei cassetti del Mit”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli in audizione alla Camera di fronte alla Commissione Trasporti. Il ministro ha colto l’occasione come “un’opportunità per fare il punto della situazione sulle grandi navi lungo il canale lagunare di Venezia, vicenda molto complessa”. Nel suo mandato, Toninelli ha considerato la problematica “sin da subito una priorità” assicurando che “una decisione finale sulla questione sarebbe stata presa in piena condivisione con i cittadini”. 

Toninelli, nel corso dell’audizione ha esposto due linee di lavoro su cui si sta muovendo il Ministero: quella di giungere nel medio periodo a un nuovo porto crocieristico e quella di una soluzione transitoria legata all’individuazione di ormeggi diffusi temporanei finalizzata ad alleggerire le presenze nel canale della Giudecca. Dopo una lunga e dettagliata ricostruzione degli atti che hanno portato alla situazione dei giorni nostri, Toninelli ha annunciato che “entro la fine di agosto insieme al ministro dell’Ambiente potremo firmare un provvedimento atteso da anni: il protocollo fanghi che era fermo dal 1993 e mai aggiornato”.  

Al momento, dopo un vaglio di 13 idee, esistono due studi di fattibilità approfonditi dai tecnici: Chioggia e Lido San Nicolò. E nel prossimo periodo “saranno avviati incontri di formazione e approfondimento raccogliendo spunti di cui si terrà conto. E' la prima volta che ci sarà un progetto condiviso con la cittadinanza e gli stakeholder. Nel corso di questi mesi si sono già svolti incontri al ministero per raccogliere le istanze del territorio”. 

Nel frattempo, il ministro conta di “spostare entro il 2020 verso gli ormeggi diffusi un terzo delle crociere già prenotate ottenendo una drastica riduzione del traffico nella Giudecca”. Toninelli è del resto consapevole che il settore crocieristico a Venezia “muove 1,5 mln di passeggeri con un giro di affari di 280 mln per 200 aziende e 4000 lavoratori coinvolti. Siamo consapevoli della rilevanza di questi numeri e la soluzione definitiva dovrà contemplare le esigenze commerciali, ambientali, turistiche ed occupazionali e senz'altro la sicurezza dei cittadini da un lato e la salvaguardia dei lavoratori dall’altro evitando ripercussioni negative dal punto di vista occupazionale e ambientale”. Toninelli  in conclusione auspica “che tutte le istituzioni si confrontino in modo condiviso e costruttivo per preservare il patrimonio di Venezia da anni lasciato purtroppo in balia della sorte”.

 

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