Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Riforma del Ministero dei Beni culturali. Il provvedimento voluto dal ministro Alberto Bonisoli e approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 19 giugno diventa ufficiale. Confermate le principali disposizioni circolate nelle scorse settimane. A cominciare dai musei statali che perdono l’autonomia rispetto a quelli definiti dal precedente inquilino del Collegio romano Dario Franceschini: esclusi dall’elenco dei 32 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, le Gallerie dell’Accademia di Firenze e il Parco archeologico dell’Appia Antica. Tuttavia, il Dpcm prevede novità anche per quanto riguarda future designazioni di nuovi musei o accorpamenti di quelli esistenti. Con decreti ministeriali di natura non regolamentare, nel rispetto dell'invarianza della spesa, possono essere individuati eventuali altri organismi istituiti come autonomi, nonché possono essere assegnati agli istituti o ai musei ulteriori istituti o luoghi della cultura.

Alla Direzione Musei poi, rispetto all’assetto in vigore fino ad oggi, si attribuisce al Direttore la facoltà di autorizzare d’ufficio o su richiesta dei direttori territoriali delle reti museali o dei direttori degli istituti e musei dotati di autonomia speciale interessati, l’assegnazione di beni culturali da un istituto o luogo della cultura statale a un altro, nel rispetto comunque di eventuali previsioni contrattuali riguardanti la destinazione dei beni, nonché sulla base degli indirizzi del Ministro. 

Ma la riforma contiene tanto altro: nuovi compiti e poteri per il Segretario Generale del Ministero, la nascita di una Direzione generali Contratti e Concessioni e di due Unità operative: l'Unità per la sicurezza del patrimonio culturale e l'Unità per la programmazione, l'innovazione e la digitalizzazione dei processi. E ancora: il nuovo direttore Archeologia Belle Arti e Paesaggio, Federica Galloni, vedrà attribuite le competenze per quanto riguarda i provvedimenti di verifica o di dichiarazione dell'interesse culturale, le prescrizioni di tutela indiretta, nonché le dichiarazioni di notevole interesse pubblico paesaggistico. La previsione è volta a garantire un orientamento uniforme, su tutto il territorio nazionale, del Ministero, in relazione ai provvedimenti indicati. Quanto alle soprintendenze, il Dpcm fissa in almeno cinque le aree funzionali in cui sono articolate: organizzazione e funzionamento; patrimonio archeologico; patrimonio storico, artistico e demoetnoantropologico; patrimonio architettonico; paesaggio. Infine, cambio di nome per la Direzione Arte e Architettura contemporanee e Periferie Urbane che diventa la Dg Creatività contemporanea e Rigerazione Urbana.

 

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