Il Consiglio Superiore dei Beni culturali e Paesaggistici ha elaborato “un articolato parere, peraltro a riforma già approvata dal Governo, quindi ex post, nella seduta del 3 luglio nel corso di un approfondito dibattito, a seguito dell’illustrazione del progetto da parte del ministro, che, dopo il suo intervento, ha ritenuto di lasciare l’aula e di non ascoltare le osservazioni dei Consiglieri, successivamente formalizzato, con grande equilibrio dal presidente prof. Marco D’Alberti, e, infine, approvato a maggioranza nella riunione telematica del 24 luglio”. Lo ricorda Giuliano Volpe, componente e presidente emerito del Consiglio Superiore ‘Beni Culturali e Paesaggistici’, sottolineando che il Consiglio ha indicato "numerose criticità e motivi di preoccupazione” riguardo alla riforma.

“Il Consiglio – prosegue Volpe - ha poi chiesto esplicitamente di essere messo nelle condizioni di offrire un contributo in fase applicativa. Com’è noto, nei giorni di ferragosto, in gran fretta sono stati emanati due Decreti Ministeriali, senza che il Consiglio fosse né informato né tanto meno consultato. Personalmente considero tali atti una grave dimostrazione di scarsa considerazione delle funzioni del Consiglio Superiore ‘Beni Culturali e Paesaggistici’. Spero che il Ministero voglia provvedere a una precisazione su questa vicenda e mi auguro, infine, che il Consiglio (peraltro solo a giugno scorso ricostituito con grave, imperdonabile e ingiustificato ritardo, dopo un anno dalla decadenza del precedente) possa tornare presto a svolgere quel ruolo consultivo e propositivo che gli è proprio”.

 

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