“Non mi sento di azzardare troppo se dico che il disegno di legge Reati contro il patrimonio culturale potrebbe andare a buon fine come conseguenza della nascita di un governo” tra M5S e Pd. Lo ha detto ad AgCult il vice segretario Pd, Andrea Orlando, firmatario assieme all’ex ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, del provvedimento approvato dalla Camera il 18 ottobre 2018 e assegnato al Senato il 6 novembre dove è completamente sparito dal radar politico-parlamentare. 

A Montecitorio la proposta di legge Orlando-Franceschini era passata a larga maggioranza con 378 voti favorevoli, 75 contrari e 24 astenuti. Favorevoli Movimento 5 Stelle, Lega, Partito democratico e LeU; astenuti Fratelli d’Italia, contraria Forza Italia. 

A margine dell’ok alla Camera, la relatrice Valentina Palmisano (M5S) aveva così commentato: “Abbiamo fatto un lavoro condiviso soprattutto con il Pd e molto spesso con Fdi, anche se poi si è astenuta al voto. Pure se proveniente dai dem, il provvedimento è una buona idea, quindi lo abbiamo sposato e credo anche migliorato”.

Obiettivo della legge è dare coerenza al sistema sanzionatorio a tutela del patrimonio culturale e superare la divisione tra Codice penale e Codice dei beni culturali, prevedendo nuovi delitti a tutela del patrimonio culturale, innalzando, quando siano inadeguate, le pene esistenti e prevedendo aggravanti per i reati comuni commessi contro beni culturali.

 

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