“Finalmente con un governo figlio del Parlamento la commissione Cultura tornerà a essere un luogo di lavoro vero”. Lo dichiara il senatore Roberto Rampi (Pd), membro della 7a commissione di Palazzo Madama, commentando con AgCult la situazione politica e la possibile nascita di un esecutivo giallorosso. 

“Uno dei limiti del governo M5S-Lega è stato il fatto che un tema o faceva parte del loro contratto oppure nemmeno veniva discusso – spiega Rampi -. Invece la novità positiva di un governo parlamentare M5S-Pd, come quello che sta nascendo, è poter far funzionare le commissioni”. Ad esempio, sottolinea il senatore dem, “ora in commissione Cultura potremo esaminare e analizzare le proposte di legge depositate, faremo audizioni e dibattiti fino a produrre un disegno di legge da portare in Aula”. 

Lo scorso maggio Rampi ha presentato un ddl definito “un vero e proprio Piano Marshall per la cultura”, i cui punti costituiscono l’ossatura programmatica culturale del Pd per il nuovo governo. Sono conciliabili con le posizioni dei pentastellati? “Non vedo grandi problematiche tra noi e il M5S sui programmi culturali – risponde il senatore dem -. Certo, poi ogni cosa va discussa e valutata. Però non mi sembra che dal punto di vista ideologico ci siano ostacoli insormontabili”.

 

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