Porre al centro dell'azione di governo l'istruzione e la cultura, non solo quale sintesi di antichi valori e significati tradizionali, ma come investimento per il futuro dell'Italia, vero volano economico e creatore di ricchezza e lavoro. E’ quanto si legge nell’appello al nuovo esecutivo lanciato da Cultura Italiae, l’associazione guidata da Angelo Argento che pone al centro della propria azione la cultura intesa come motore etico ed economico dello sviluppo del paese. Un appello già sottoscritto da oltre 400 personalità della politica, dello spettacolo, del mondo della cultura, dello sport e del giornalismo.

“Quello che ci ha stupito è la velocità di adesione”, ha commentato Argento ad AgCult. “Questi temi non sono solo superficiali manifestazioni senza convincimento, il risultato che ha avuto l’appello e la quantità e qualità di adesioni ci fa ben sperare per il futuro del paese”.

SILVIA COSTA

“Ho condiviso questo appello anche perché il momento è strategico sia in Italia che in Europa per non disperdere il lavoro fatto”, ha sottolineato l’esponente dem Silvia Costa. “Spero che tra le priorità del nuovo governo ci sia il recepimento della direttiva sul copyright, la ratifica della direttiva sui servizi media audiovisivi e la ratifica della Convenzione di Faro. L’auspicio inoltre è che il nuovo esecutivo riprenda la consuetudine di avere ministri che vanno ai tavoli dove si contratta, ministri che incontrino le delegazioni dei parlamentari italiani: questo vuol dire fare un gioco di squadra”.

“Altra parte dell’appello che condivido è quella relativa all’educazione: sono molto contenta che Zingaretti nell’incontro con Conte abbia rilanciato in maniera molto forte quello che è alla base dello sviluppo sostenibile, della coesione sociale e dell’equità sociale, cioè un investimento straordinario su educazione, ricerca e innovazione", ha aggiunto la Costa, relatrice nelle scorse settimane del programma Europa Creativa. 

L’APPELLO

“Non servono effetti speciali, ministri superstar, irrealizzabili piani Marshall. Basta metterci un po’ la testa da Palazzo Chigi, che sostenga il buon lavoro dei ministeri di questi ultimi anni, con più risorse e più attenzione. Basta mettere la scuola, l’educazione, la cultura in cima alle priorità di questo esecutivo, per marcare la novità”, si legge.

LE RICHIESTE

- che le scuole a tempo pieno possano essere una realtà comune a tutto il Paese e non una delle principali linee di frattura tra Nord e Sud.

- che la spesa scolastica arrivi a superare il 5% del Pil, o almeno ci si avvicini alla soglia della media europea (4,9%) e non diminuisca come invece è avvenuto nel 2019, quando è passata dal 3,6% al 3,5%, a proposito di nuovo umanesimo.

- che aumenti e molto l’investimento nella ricerca di base e applicata delle università italiane, per la quale spendiamo meno oggi di quanto spendevamo vent’anni fa, all’inizio del nuovo millennio.

- che fosse dato un forte sostegno all’industria creativa e culturale fatta di musei, teatri, filiere audiovisive e musicali, che attira turisti da tutto il mondo e che oltre a generare valore economico, offre un importantissimo contributo nel rammendare il tessuto sociale delle nostre città.

- che il turismo non fosse un settore di cui parlare in convegni solo come un'opportunità, o un problema, o per decidere in quale Ministero collocarne gli uffici.

- che lo Sport sia considerato parte integrante della nostra economia e non un compartimento stagno invalicabile che non faccia sistema con le altre risorse di crescita del Paese.

- che il mondo dell'agricoltura e del cibo siano davvero considerati patrimonio essenziale della nostra cultura da tutelare e valorizzare nel mondo.

- che le città siano al centro dell'azione innovatrice e pulsante di un nuovo modello di sviluppo sostenibile e virtuoso. Fate delle scuole e delle università, dei musei e dei teatri le chiese e le cattedrali dello Stato Italiano, i segni tangibili della sua presenza territoriale, i luoghi reali e simbolici che ne definiscono la presenza, il presidio e il valore della cultura e dell'educazione per questo Paese.

“Restituite all’Italia la sua risorsa più preziosa, la sua linfa vitale, la sua intelligenza e restituirete all'Italia un popolo consapevole e una classe dirigente adeguate a governare tutto il resto”, conclude il Manifesto di Cultura Italiae.

 

Articoli correlati